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Sabato, 22 Gennaio 2022
Perugia

Perugia, spara e uccide due impiegate della Regione Umbria poi si toglie la vita

Terrore a palazzo del Broletto, nel pieno centro di Perugia. Le due donne sono decedute sul colpo. L'uomo è entrato lasciando i documenti all'ingresso. Prima di sparare avrebbe urlato: "Mi avete rovinato!"

PERUGIA. Il panico è scoppiato intorno alle 12.30 quando all'interno di palazzo del Broletto, che ospita gli uffici della Regione Umbria, in pieno centro, si sono uditi diversi colpi d'arma da fuoco.

Immediatamente  sul posto sono giunte le volanti della questura e gli agenti della digos. Secondo quanto si apprende, un uomo avrebbe sparato a due persone e poi si è tolto la vita.

CHI SONO LE VITTTIME E IL KILLER

AGGIORNAMENTI - Ha sparato a due impiegate e poi si è tolto la vita un uomo oggi negli uffici della Regione Umbria di Perugia. Sul posto volanti e digos della questura e i carabinieri. Secondo le prime informazioni i feriti sarebbero gravi.

- Ha deciso immediatamente di rientrare a Perugia da Roma, dov'era impegnata nei lavori della direzione nazionale del Pd, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, dopo aver appreso della sparatoria di poco fa all'interno degli uffici dell'ente umbro. E' quanto si apprende dallo staff della presidenza regionale dell'Umbria.

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Perugia, le immagini del luogo della strage

- Dalle prime informazioni raccolte, sembra che l'uomo, armato di pistola, sia salito al quarto piano dello stabile, dove hanno sede gli uffici per la formazione e dopo avere gridato una frase tipo ''mi avete rovinato'' abbia cominciato a fare fuoco. Sul posto sono intervenute forze dell'ordine e sanitari. Da quanto si apprende, ma è notizia da confermare, sembra che uno dei due feriti sia una donna, colpita seriamente alla gola.

- E' morta una delle impiegate che erano state ferite con diversi colpi d'arma da fuoco dall'uomo che oggi è entrato negli uffici della Regione. Lo si è appreso dalla questura. Anche l'altra impiegata sarebbe in condizioni gravissime.

- E' morta anche l'altra impiegata colpita da colpi da arma da fuoco nel palazzo della Regione, a Perugia. Lo hanno confermato diversi investigatori presenti sul posto.

- Le due vittime sono due donne impiegate all'ufficio assistenza sociale e sanità della Regione, in via del Broletto, a ridosso della stazione ferroviaria di Fontiveggie. L'uomo è entrato lasciando i documenti all'ingresso e poi ha raggiunto il quarto piano dove si trovavano le impiegate.

- Sul posto si sono recati il magistrato di turno, Massimo Casucci, e il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali. Intervenuti anche i medici legali. I corpi delle due donne uccise e dell'uomo che ha sparato loro per poi suicidarsi si trovano ancora all'interno del palazzo.

IL KILLER SUICIDA - E' Andrea Zampi, l'imprenditore di 43 anni, che questa mattina è entrato negli uffici della Regione a Perugia ed ha ucciso due impiegate prima di suicidarsi. L'uomo era un piccolo imprenditore titolare di un'impresa di formazione nel campo della moda. Nei giorni scorsi la Regione gli aveva respinto la richiesta di accreditamento che gli avrebbe permesso l'accesso a un finanziamento. L'uomo si sarebbe già presentato negli uffici di via del Broletto per la lamentarsi della situazione. L'imprenditore aveva anche dei problemi psichici per i quali ultimamente era stato ricoverato in ospedale.

IL MOVENTE - Per mancanza dei requisiti previsti dalla legge, la Regione aveva da poco revocato l'accreditamento all'agenzia di formazione dei genitori di Andrea Zampi che oggi ha ucciso due impiegate a Perugia. Un provvedimento che sarebbe stato comunque provvisorio come emerge anche dall'esame del Bollettino ufficiale della Regione Umbria pubblicato oggi.

"Sono finito". Così aveva detto a dicembre Andrea Zampi in un'intervista agli studenti della scuola di giornalismo Rai della città umbra per un'inchiesta su corsi di formazione e finanziamenti.

Manifestando la sua preoccupazione per una burocrazia che aveva sospeso i fondi già stanziati per lui, diceva: "Mi mancavano tre cartellini, libretto di fumo, macchine in movimento, una cavolata… mi hanno tolto un accreditamento e di conseguenza i 160 mila euro di finanziamento approvato".

''Potremmo dire: è stata una bella botta", replicava l'intervistatore. "No, io sono proprio finito", aggiungeva Zampi..

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