Lunedì, 12 Aprile 2021
Roma

Pestato dagli strozzini diventa usuraio per ripagare i debiti

La spirale infinita dei prestiti a usura. Blitz della squadra mobile a Roma: dieci arresti

Screenshot dal video della polizia

Da usurato a usuraio. Per riuscire a pagare i debiti con i "cravattari" un 59enne romano era diventato a suo volta procacciatore di clienti da dare in pasto agli strozzini. Una storia drammatica quella raccontata oggi da RomaToday. A fine 2017 l'uomo venne pestato con calci e pugni in faccia, tanto da essere ricoverato in ospedale con 30 giorni di prognosi. "Devi fare quello che dico io - gli aveva detto uno degli usurai -, ora governo io, ricordati che hai una famiglia e rispetta gli impegni. Ho visto che c'hai una bella  figlia e un bel nipotino… fai quello che devi fare". 

Il 59enne avrebbe così iniziato a segnalare agli strozzini commercianti in difficoltà economiche, dai quali ricavava a sua volta denaro per fronteggiare i debiti contratti con i suoi stessi sodali. 

Un doppio ruolo che emerge anche da alcune intercettazioni che vedono l'uomo al telefono con la moglie: "Io sto a venne i sordi pe' piamme er 2 per cento... O sai che vordì? Manco mille euro al mese me pio! E devo pure annà a rompe er cazzo alla gente e piamme le denunce! Capito! Poi... Se non je porti i sordi la colpa è mia perché non l'ho saputi  pià i sordi! Però nun ce viene nessuno con me a pialli". 

Blitz della squadra mobile: dieci arresti

Proprio il 59enne romano residente a La Rustica è l'anello di congiunzione che ha permesso agli investigatori della Squadra Mobile di arrestare dieci persone appartenenti a tre gruppi criminali distinti operanti a Roma, Anzio e Tivoli, raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari nell'ambito dell'operazione "I Figuranti". 

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Multe e interessi, la spirale infinita degli usurai

Il metodo degli strozzini era spietato con prestiti a fermo, rate settimanali solo sui tassi di interesse, multe con interessi dal 5 al 10 per cento per ogni giorno di ritardo sino alla richiesta della somma totale del denaro elargito dagli usurai da restituire con tassi che potevano arrivare anche al 120% del totale della somma ricevuta.

Nel caso del prestito a fermo il sistema era semplice: su un prestito da 2mila euro per esempio, si staccava un assegno da 1600 nel quale i 'cravattari' trattenevano il 20%, poi settimanalmente chiedevano la restituzione solo dei tassi usurai, con interessi al 10 e 20%. Una volta ripagata la quota di interessi arrivava poi la "Maxi Rata" consistente nella richiesta del prestito totale già ripagato abbondantemente solo con i tassi usurai. Da qui la spirale senza fondo, con le vittime costrette a chiedere nuovi soldi per pagare i debiti di quelli prestati entrando di fatto in un pozzo senza fondo.

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