Giovedì, 17 Giugno 2021
CRISI CASA

"E' impossibile studiare al buio": le lettere dei piccoli occupanti a Renzi

Sono piccoli ma sanno bene di cosa parlano perché lo vivono sulla loro pelle: sono i figli e i nipoti di chi vive nelle occupazioni. Così hanno spiegato al premier perché il Piano Casa "è sbagliato"

ROMA - C'è Marius di 12 anni, Anna che ne ha 11, Gina che ha appena iniziato la terza media, Angie e Sebastian che sono fratelli. La loro vita è come quella di tanti bimbi nel nostro Paese: scuola, gioco, amici. C'è però una differenza fondamentale: le loro famiglie sono "vittime della crisi" e da anni vivono nelle occupazioni di Roma. Nella maggior parte dei casi i loro genitori hanno perso sia casa che lavoro, subendo uno sfratto per morosità, ovvero per non riuscire più a pagare l'affitto: "I miei compagni di classe non mi considerano diverso e anzi sono curiosi quando gli parlo del posto dove vivo" spiega Marius. A lui il "Piano Casa" dall’ex ministro Maurizio Lupi, approvato il 23 maggio 2014, proprio non piace: "Mio padre quando era piccolo non è andato a scuola perché doveva lavorare, quindi non sa né leggere né scrivere e mi ha detto che senza scuola è molto pesante. Se Renzi non vuole che noi occupiamo e non andiamo a scuola tutto è perduto". 

Stavolta a opporsi al governo Renzi in materia di casa sono i più piccoli, che hanno deciso di rompere il silenzio: l'idea è quella di una grande manifestazione il 16 ottobre 2015 a palazzo Chigi per la cancellazione dell’articolo 5 del Piano casa. Intanto però i KidzBloc (così hanno deciso di chiamarsi) hanno iniziato la loro piccola grande battaglia e tutti insieme stanno scrivendo al premier Matteo Renzi e ai prefetti: "Renzi, ho sentito parlare dell'articolo 5: i bambini in un’occupazione non hanno diritto all’acqua, all’elettricità, alla scuola, in pratica a niente. Sai che ti dovresti vergognare di tutto ciò? Vuoi che non possiamo avere una casa, una vita come te?" scrive Anna, che senza mezzi termini.

Non è la prima volta che la voce di movimenti per il diritto all'abitare si alza contro il Piano Casa: diverse sono state le mobilitazioni e in particolare
l'attenzione della protesta si è concentrata contro l'articolo 5 di cui neppure i piccoli occupanti riescono a capirne il senso: secondo il testo del documento (il cui sottotitolo è "Lotte alle occupazioni abusive") chi vive negli spazi occupati non ha più la possibilità di prendere la residenza, il che impedirebbe alle famiglie che vi vivono di accedere ai servizi presso le amministrazioni locali di riferimento, quali scuola e sanità.

VIDEO: L'ASSEMBLEA DEI BAMBINI CONTRO IL PIANO CASA DI RENZI

Proprio perché a loro andare a scuola piace, i bimbi delle occupazioni di Roma hanno deciso di parlare direttamente alle istituzioni: "Non potete cancellare i bambini" scrive Gina, che quest'anno ha iniziato la terza media. "Tutti i bambini hanno il diritto di avere una residenza e delle cure mediche, quindi Renzi la preghiamo di cancellare l’articolo 5: così avremo una vita felice e contenta" spiegano due fratellini, Angie e Sebastian. 

"Sin dalla sua stesura in decreto legge abbiamo denunciato, oltre all’assenza di politiche abitative pubbliche, la pericolosità sociale di un provvedimento usato come strumento punitivo verso i poveri" spiegano i movimenti che fanno parte di "Abitare nella crisi". In effetti se si vanno a consultare i dati del ministero degli Interni si scoprirà che dal 2008 (anno in cui la crisi è cominciata) gli sfratti per morosità sono in costante aumento. Un fenomeno che Anna, 13 anni, sintetizza così: "Renzi immagina se fossi tu al nostro posto: qui vengono i bisognosi, quelli che cercano un tetto sopra la testa. Non puoi toglierci tutto, non ci arrenderemo mai". 

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