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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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La Cgil lancia il Piano lavoro "pane e dignità"

Il piano prevede lo stanziamento di 60 miliardi di euro in tre anni. E' stato presentato alla Conferenza programmatica del sindacato: nuova occupazione e il Pil che può volare nel triennio del 3,1%.

ROMA - Reperire risorse per 50-60 miliardi di euro in tre anni per fermare il declino, far crescere l'occupazione e la domanda interna. E' questo il "Piano del Lavoro" della Cgil che vuole realizzare stimolando gli investimenti e far volare il Pil del 3,1% nel triennio 2013-2015 (+2,2% già quest'anno, +0,8% nel 2014 e +0,1% nel 2015).

Alla conferenza programmatica in svolgimento al Palalottomatica a Roma oggi e domani, la Cgil ha presentato alle forze politiche che si candidano alla guida del Paese il suo piano di contrasto alla crisi e alla spirale recessiva: "Crescita e sviluppo non ripartiranno se la politica non rimetterà al centro della sua azione il lavoro e la creazione di nuova occupazione", si legge nel documento.

Intanto, aprendo la conferenza di programma della confederazione, il leader della Cgil, Susanna Camusso, ha affermato che "parlare del lavoro per noi è parlare del pane. Un lavoro non può essere precario, sempre incerto, povero. E' diritti e doveri, soprattutto dignità. La precarietà va combattuta".

Secondo la confederazione di corso d'Italia le risorse possono essere recuperate attraverso una riforma organica del sistema fiscale fondata su un recupero strutturale del reddito evaso; un allargamento delle basi imponibili; una maggiore progressività dell'imposizione tributaria che nel suo complesso può generare maggiori entrate per un ammontare di almeno 40 miliardi di euro annui. E poi con la riduzione dei costi della politica e degli sprechi e la redistribuzione della spesa pubblica, che possono produrre almeno 20 miliardi di euro di risparmi strutturali.

La Cgil pensa anche al riordino di agevolazioni e trasferimenti alle imprese, per recuperare almeno 10 miliardi; utilizzo di una parte delle risorse delle fondazioni bancarie; utilizzo programmato dei fondi europei; scorporo degli investimenti dai criteri di applicazione del patto di stabilità e crescita; utilizzo dei fondi pensione attraverso progetti per favorire la canalizzazione dei flussi di risparmio verso il finanziamento degli investimenti di lungo periodo, garantendone i rendimenti previdenziali.

La Cassa depositi e prestiti, sull'esempio della Caisse des Dépots francese, deve inoltre consolidare la missione di utilizzare le sue emissioni obbligazionarie di lungo e lunghissimo termine per attirare i capitali, oltre l'orizzonte temporale degli operatori tradizionali, su progetti di sviluppo e infrastrutturali per investimenti strategici e di lungo periodo sia per le pubbliche amministrazioni che per le società industriali, diventando così uno dei soggetti essenziali per la innovazione e la riorganizzazione del sistema paese.

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