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Domenica, 3 Marzo 2024
La vicenda / Rimini

Picchiava a sangue la compagna "colpevole" di indossare intimo provocante

Ossessionato dal modo di abbigliarsi della donna, l'uomo pretendeva di controllare ogni spostamento di lei e i messaggi sul cellulare

Si è concluso con il patteggiamento di 1 anno e 10 mesi, con la sospensione della pena subordinata allo svolgimento dei lavori socialmente utili e 1000 euro di risarcimento alla vittima che si era costituita parte civile, il processo nei confronti di un 39enne accusato di maltrattare la compagna. Maltrattamenti che secondo la vittima, una 40enne madre di due bambini, andavano avanti da 5 anni ed erano causati da una folle gelosia da parte dell'uomo che pretendeva di controllare ogni aspetto della donna.

In particolare, come denunciato dalla vittima, il compagno era ossessionato dal modo di vestire e soprattutto dalla biancheria intima che indossava in occasione delle visite mediche. Una fissazione, quella del 39enne, che lo portava a controllare in maniera maniacale ogni spostamento della madre dei suoi figli e allo stesso tempo pretendere di visionare il cellulare a caccia di messaggi compromettenti.

Per la donna una vita d'inferno iniziata nell'ottobre del 2017 quando il compagno, non riuscendo a leggere un sms sul telefonino della vittima, si era trasformato in una furia afferrandole i polsi per poi tirarla per i capelli facendola cadere a terra e sbatterle la testa contro un lavandino. Tante le lesioni riportate dalla 40enne nel corso degli anni che, in più occasioni, l'avevano costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso fino a dover subìre un intervento a causa delle percosse. Anche il mobilio di casa era finito nel mirino dell'uomo che, al culmine degli accessi d'ira, lo aveva sfasciato lanciando una serie di epiteti offensivi alla compagna.

La donna aveva trovato il coraggio di denunciare il compagno che, lo scorso 6 agosto, è stato allontanato da casa. Difeso dall'avvocato Marco Ditroia, l'uomo è stato accusato di maltrattamenti e lesioni mentre la vittima si è costituita parte civile assistita dall'avvocato Viviana Pellegrini.

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