Venerdì, 14 Maggio 2021

Ilenia Fabbri, le parole del killer: "Voglio liberarmi la coscienza"

L'omicidio ha scosso Faenza: "La moglie la voleva ammazzare, mi ha ripetuto tante volte che la moglie non doveva uscire di casa viva, io gli ho detto che anche la figlia avrebbe visto il cadavere della madre al suo ritorno, ma lui mi disse che non importava"

"Io non dico bugie, le sto dicendo la verità, voglio liberarmi la coscienza": il contenuto del verbale è finito sui giornali e viene ripreso in queste ore da varie trasmissioni televisive che hanno seguito dal 6 febbraio in avanti uno dei più inquietanti casi di cronaca nera degli ultimi anni. Ha ammesso tutto, ha elencato dettagli e situazioni precise (compresi due precedenti tentativi di omicidio) il 53enne Pierluigi Barbieri il 17 marzo scorso, in Questura a Ravenna, alla presenza del suo avvocato difensore Diego Dell’Anna del Foro di Pesaro e del Pm Angela Scorza. Ilenia Fabbri l'ha uccisa lui, e l'ex marito Claudio Nanni sarebbe il mandante.

Ilenia Fabbri: il verbale shock della confessione del killer Barbieri

Come si erano conosciuti i due, che sono stati arrestati tre settimane fa ? "L’ho conosciuto tramite altre persone appassionate di scooter. Ho anche lavorato con lui nella sua officina per un periodo, ho lavorato in nero. Il progetto iniziale era quello di ucciderla, metterla dento un trolley, pulire casa, portare il corpo di Ilenia dentro il trolley in un posto. Lui aveva scavato una buca dove dovevo portarla, aveva scavato la buca per seppellirla, il trolley che dovevo utilizzare era nella sua officina”. Nanni in quel periodo aveva comprato dell’acido “che io - dice sempre Barbieri - avrei dovuto buttare sul corpo di Ilenia, una volta buttata dento la buca, affinché non potesse essere riconosciuta in caso di rinvenimento. Il progetto era stato interamente organizzato da Nanni il quale mi disse che una volta seppellita la moglie dovevo allontanarmi con il trolley e le bottiglie di acido”. La buca sarebbe stata scavata sotto a un cavalcavia non lontano da Faenza.

"Nessun anticipo, gli accordi erano 20 mila euro e una macchina"

“Nanni non mi ha dato nessun anticipo, gli accordi erano di 20 mila euro e una macchina”, ha detto testualmente Pierluigi Barbieri. Nanni continua a dire di aver dato a Barbieri duemila euro solo con l’intento di spaventarla, ma non di ucciderla. Barbieri però ha descritto minuziosamente il materiale che doveva inizialmente usare per portare via il cadavere della 46enne, nei due precedenti tentativi che non si erano concretizzati e quanto avvenuto la mattina del delitto. “Lui - ha detto nell’interrogatorio - la moglie la voleva ammazzare, mi ha ripetuto tante volte che la moglie non doveva uscire di casa viva, io gli ho detto che anche la figlia avrebbe visto il cadavere della madre al suo ritorno, ma lui mi disse che non importava, la moglie non doveva restare viva. Il cerchio si doveva chiudere prima del processo del 26 febbraio 2021, che aveva con la moglie”, una causa di lavoro portata avanti da Ilenia per via delle sue collaborazioni nell’impresa di famiglia.

"L’idea in questa ultima occasione era quella di fingere un furto ed uccidere la moglie. Io dovevo simulare il furto, aprire cassetti e buttare la roba in giro. Nanni mi disse solo che la moglie doveva morire e basta. Non mi spiegò come. Io sono entrato in casa con un manico di un martello da muratore. Il manico poi l’ho gettato nel tragitto tra Faenza e Imola. Sono entrato in casa, con le chiavi che mi diede Nanni, sia le chiavi del cancello che di ingresso di casa. Sono entrato dal garage, sono andato in camera da letto diretto e Ilenia era sveglia nel suo letto, lei è scappata via ha iniziato ad urlare, utilizzando un coltello l’ho uccisa. Ho lasciato il coltello all’interno del lavello. Sono scappato di fretta e non ho avuto il tempo di simulare il furto perché nel frattempo sentivo dei rumori che mi avevano allarmato”.

Arianna Nanni, la figlia della 46enne di Ilenia Fabbri, uccisa a Faenza, non potrà per il momento incontrare in carcere il padre Claudio, accusato di essere il mandante dell'omicidio, né Pierluigi Barbieri, il killer 53enne reo-confesso dell'assassinio della madre, uccisa lo scorso 6 febbraio nella sua abitazione. Questo è quanto ha deciso la scorsa settimana il magistrato competente del fascicolo, dopo le richieste che 21enne aveva avanzato tramite la sua legale, Veronica Valeriani. Con ogni probabilità, il motivo è da ricercarsi nel pericolo di inquinamento delle prove: la giovane è una delle principali testimoni del caso.

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