"Sei gay? È un tuo diritto esserlo": storia di un coming out diventato romanzo

Pierpaolo Mandetta parla a Today del suo romanzo "Dillo tu a mammà" (Rizzoli), il racconto di un coming out difficile ma soprattutto una storia universale di figli, famiglie e amore, che "è sempre una cosa di famiglia"

Pierpaolo Mandetta durante una presentazione del suo libro "Dillo tu a mamma" (Facebook)

Samuele ha 30 anni, un lavoro creativo a Milano e un fidanzato che vuole sposarlo. Samuele viene dal Sud, dove ha lasciato una famiglia che lo ama ma che non ha voluto vedere la sua omosessualittà. Il suo ritorno nel natio borgo di Trentinara insieme all’amica Chiara lo preoccupa: come dire finalmente ai genitori e al paese che è gay e sta per sposare Gilberto? La scoperta, dopo un imbarazzante equivoco iniziale, sarà uno shock per tutti, dai suoi parenti fino a conoscenti e vicini di casa, in quella grande famiglia allargata che sono le comunità dei piccoli paesi del Sud.

Dietro Samuele c’è Pierpaolo Mandetta, blogger e scrittore cilentano, autore del romanzo “Dillo tu a mammà”, edito da Rizzoli. Un romanzo nato proprio dal coming out di Pierpaolo in famiglia, raccontato prima sui social e poi diventato un libro. Stanco di essere un figlio di serie B, costretto ad andare lontano per poter vivere la propria vita per non turbare gli equilibri e le aspettative, Pierpaolo un giorno è esploso e ha raccontato tutto alla madre, che con semplicità e un sorriso ha accolto la verità. 

Nel romanzo la reazione della madre di Samuele e della sua famiglia è un po’ diversa e diverse sono poi le vicende che il ragazzo si trova a vivere tornando per un’estate a Trentinara, dove ritroverà un passato tutt’altro che risolto. Ma la storia di Samuele/Pierpaolo è la storia di tantissimi giovani italiani,  gay ma anche etero, perché “l’amore è sempre una faccenda di famiglia”, come recita il sottotitolo del romanzo di Mandetta: il bisogno di essere diversi e sentirsi accettati accomuna tutti e la voglia di tornare “a casa” anche quando si è sentito il bisogno di andarsene via ci rende tutti simili.

Abbiamo incontrato Pierpaolo a Roma, alla presentazione del suo libro alla sala stampa della Camera dei deputati, alla quale ha partecipato “santa” Monica Cirinnà, come la chiama lui: la madrina della legge sulle unioni civili. 

Qual è ora il tuo rapporto con la famiglia e com’è tornare al tuo paese con il tuo compagno?

Adesso è fantastico, perché c’è tutta la gioia contenuta nella leggerezza, nella spensieratezza, nel poter parlare senza filtri. Io e i miei genitori abbiamo ricominciato da capo, come se ci stessimo conoscendo per la prima volta e in maniera sana, giusta, trasparente. Quando non devi tenerti nulla dentro è facile avere voglia di tornare a casa.

Perché il titolo “Dillo tu a mammà”?

Perché ogni figlio e ogni figlia sono diversi nella propria unicità. Tutti noi prima o poi sentiamo il bisogno di confessarci, di fare un coming out simbolico nei confronti dei genitori, per urlare chi siamo davvero, cosa sogniamo di nascosto, quanto abbiamo sofferto in silenzio per le aspettative che ci hanno affidato e tutte le cose non dette. Penso che in molte famiglie non si comunichi abbastanza, in maniera reciproca, e questo porta i genitori a non conoscere davvero i propri figli e i figli a non essere abituati a parlare con loro. “Dillo tu a mammà” perché solo con la verità si è liberi e si ritrova l’amore, per la vita e per gli altri.

Chi è il tuo lettore ideale?

A me piace scrivere per chiunque, perché mi piace scrivere di vita, di cose che succedono a uomini e donne, etero e gay. Ci innamoriamo e soffriamo tutti allo stesso modo. L’affetto, l’egoismo, la gentilezza, la solitudine, la gelosia, il sacrificio, sono emozioni che annullano le distanze tra le persone, indipendentemente dalla razza, dall’età, dall’estrazione sociale, dalla cultura.

Cosa vorresti dire a un ragazzo o una ragazza omosessuale che non riesce a fare coming out?

Che la spinta utile può essere ricordarsi perché lo si fa, che è la cosa a cui si pensa meno: non possiamo essere amati davvero se non ci riveliamo per quello che siamo. Non dobbiamo elemosinare l’affetto con l’accondiscendenza, facendo finta di accontentare l’esigenza narcisista dei genitori, ma anche degli amici, dei colleghi di lavoro, della società. La sincerità è un atto d’amore ed è la cosa più importante di tutte. Se a qualcuno dà fastidio, che si fotta. Sei gay? È tuo diritto esserlo. Vuoi fare l’artista mentre tuo padre sperava studiassi giurisprudenza? È tuo diritto farlo.

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Il video della presentazione del libro di Pierpaolo Mandetta alla Camera

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