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Venerdì, 19 Aprile 2024
Morta anche la donna / Pavia

Il marito le spara in testa mentre dorme e si suicida: aveva la pistola per uso "sportivo"

È deceduta nel giorno in cui avrebbe compiuto 64 anni Pinuccia Contin, la donna che sabato scorso era stata colpita nel Pavese da un colpo di revolver sparato dal marito, Mauro Casazza, 67 anni, che si era poi suicidato. Occhi nuovamente puntati sulle licenze di tiro sportivo

Ha lottato per restare attaccata alla vita in quel letto di ospedale, al policlinico San Matteo di Pavia. Ma non c'è stato nulla da fare. È morta nel giorno in cui avrebbe compiuto 64 anni Pinuccia Contin, la donna che sabato scorso era stata colpita nel Pavese da un colpo di revolver esploso dal marito, Mauro Casazza, che si era tolto la vita. Troppo gravi le ferite causate dal proiettile della 357 Magnum del 67enne, parrucchiere in pensione, che le aveva sparato in testa mentre dormiva.

L'allarme sabato scorso era stato lanciato da alcuni parenti che non riuscivano a mettersi in contatto con la coppia. Avevano notato la porta socchiusa nella villetta di via Pisacane a Cilavegna. I soccorritori avevano trovato marito e moglie sdraiati a letto, uno a fianco all'altra. Lui morto, lei viva ma in condizioni disperate.

Poi il viaggio con l'elisoccorso al policlinico di Pavia dove ieri il suo cuore ha smesso di battere. Le cause del terribile fatto di sangue sarebbero da ricondurre a uno stato depressivo dell'uomo. La coppia era molto conosciuta nel paese alle porte di Vigevano, dove l'uomo aveva lavorato per anni come parrucchiere prima di andare in pensione. I due erano sposati da più di 40 anni e non avevano figli.

Femminicidi con armi legali: quando la politica è complice

Omicidi con armi detenute con licenze per uso sportivo

La pistola che l'uomo ha usato per l'omicidio-suicidio era tenuta per uso sportivo. Doveroso rimarcare qualcosa che scriviamo da anni su Today: la licenza di tiro sportivo è abbastanza facile da ottenere nel nostro paese, e il rischio è che venga richiesta anche da chi non ha (o non ha più) un particolare interesse per le discipline sportive ma vuole avere armi in casa. Non è chiaro quanti siano i "tiratori fantasma" quasi o del tutto ignoti alle strutture sportive. Associazioni e cittadini chiedono da tanto tempo una revisione in senso restrittivo delle norme su alcune delle licenze, oltre che maggiori e costanti controlli sui legali detentori di armi.

A qualsiasi cittadino, esente da malattie nervose e psichiche, non alcolista o tossicodipendente è infatti consentito di ottenere una licenza per armi dopo aver superato un breve esame di maneggio delle armi e un controllo da parte della Questura sui suoi precedenti penali. Dal punto di vista medico, tutto si basa sul “certificato anamnestico”, di fatto un’autocertificazione controfirmata dal medico curante e una visita presso l’Asl simile a quella per ottenere la patente di guida: non è prevista, di solito, alcuna visita specialistica, né un esame tossicologico, né una valutazione psichiatrica nemmeno per gli anziani. Da tempo immemore l'Osservatorio OPAL di Brescia chiede che vengano resi obbligatori accertamenti clinici annuali sullo stato di salute mentale ed esami tossicologici su tutti i legali detentori di armi.

A oggi, come ha scritto Giorgio Beretta qui su Today, raramente i medici di base e delle ASL richiedono visite specialistiche sullo stato di salute mentale o esami clinico-tossicologici per accertare che chi richiede una licenza per armi non faccia uso di droghe, di sostanze psicotrope o di medicinali per curare una depressione o stati di collera. Il rinnovo del certificato medico è richiesto solo ogni cinque anni, ma è un lasso di tempo in cui la vita di una persona può cambiare radicalmente.

Le licenze per detenere armi hanno una validità di cinque anni, sia per un diciottenne sia per un anziano. Allo scadere del quinto anno, bisogna presentare la domanda di rinnovo corredata da un certificato di idoneità psico-fisica rilasciato dall’Asl, ma anche in questo caso non è generalmente previsto alcun esame clinico o psichiatrico.  Se è vero che è molto spesso impossibile prevedere la deriva violenta di una persona sarebbe però importante accertarne preventivamente e di frequente lo stato di salute mentale. Per fare tutto questo occorre volontà politica.

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