Lunedì, 1 Marzo 2021
Milano

Il nuovo focolaio al Pio Albergo Trivulzio

La maggior parte degli anziani contagiati sono nel reparto cure intermedie, i lavoratori sono alla Baggina e nella sede di Merate. Sospesi i ricoveri in alcuni reparti

Quattordici ospiti del Pio Albergo Trivulzio sono risultati positivi al coronavirus, dopo gli esami di screening eseguiti nella settimana dal 12 al 16 ottobre. Lo si legge nel bollettino pubblicato sul sito dell'istituto milanese per la terza età, già al centro di un'ondata di contagi e morti la scorsa primavera. Sono risultati positivi anche cinque dipendenti.

Coronavirus al Pio Albergo Trivulzio di Milano: le ultime notizie

Nella nota della struttura si legge anche che "stante l'incremento della curva epidemica a Milano, i ricoveri in cure intermedie sono temporaneamente sospesi sino al 25 ottobre e le palestre nelle sezioni di degenza sono temporaneamente chiuse". Dei quattordici ospiti positivi, undici sono persone ricoverate nel reparto cure intermedie e che "sono già state inviate presso strutture ospedaliere", di un paziente della Rsa del Pat risultato "debolmente positivo", anche questo già inviato nella struttura ospedaliera e di "due ospiti della comunità del Pat".

Visite dei parenti sospese in tutte le Rsa in Lombardia

Sul bollettino, come detto, si legge anche che cinque dipendenti del Pio Albergo Trivulzio sono risultati positivi. Si tratta di tre lavoratori del Pat e due della struttura di Merate (in provincia di Lecco), questi ultimi due "non in servizio, isolati al domicilio". A metà mese il Trivulzio era stato il primo istituto a sospendere le visite dei parenti in via precauzionale. E con l'ultima ordinanza di venerdì scorso, la Regione Lombardia ha chiuso alle visite dei parenti degli anziani degenti di tutte le Residenze sanitarie assistenziali lombarde per evitare ulteriori contagi.

Durante la prima ondata di pandemia da coronavirus, il Trivulzio era stato al centro di un'indagine della Procura di Milano perché, a maggio, la "conta" dei morti, tristissima, era arrivata a quota trecento in quattro mesi, contro una media degli ultimi anni inferiore a duecento, segno che il virus era entrato abbondantemente nella struttura. L'istituto era stato al centro di varie ispezioni da parte delle forze dell'ordine e i vertici erano stati indagati.

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