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Martedì, 23 Aprile 2024
Giornalismo

È morto il giornalista Pio D'Emilia

Aveva 68 anni, ed era corrispondente di Sky Tg24 dall'Asia. Ha raccontato eventi epocali come lo tsunami del 2008, la crisi nucleare in Corea del Nord, l'incidente nucleare di Fukushima del 2011. Il ricordo dei colleghi: "Da oggi siamo tutti più soli"

È morto il giornalista Pio D'Emilia. Una vita la sua spesa per raccontare il mondo, l'Oriente in particolare. D'Emilia, 68 anni, era corrispondente di Sky TG24 dall'Asia. Viveva e lavorava da anni in Giappone ed è morto a Tokyo, città scelta come sua seconda casa. Aveva da tempo problemi di salute. Il commosso saluto dei colleghi nelle parole del direttore di Sky Tg 24 De Bellis: "Da oggi siamo tutti più soli".

In Giappone D'Emilia era arrivato giovanissimo dopo aver vinto una borsa di studio come procuratore legale. Da ragazzo infatti sognava una carriera come avvocato penalista, poi l'amore per il giornalismo. A Sky dal 2005, ha raccontato nella veste di corrispondente eventi come lo tsunami del 2008, il tifone Hayan nelle Filippine, la crisi nucleare in Corea del Nord, gli scontri in Birmania e in Tibet e l'incidente nucleare di Fukushima nel 2011. Nel 2016 ha vinto il Premio Ischia come "Giornalista dell'anno". L'anno scorso ha realizzato per Sky Atlantic un documentari dal titolo: "Yi dai, Yi lu, la FerroVia della Seta".

"Ci ha lasciati - scrive De Bellis, in un lungo e affettuoso ricordo - in un modo che non gli era usuale, in silenzio, lui che amava le parole e che le parole usava per vivere con la stessa intensità con cui raccontava le sue storie". De Bellis tratteggia D'Emilia come un uomo "curioso e coraggioso. Ogni volta che c’era una crisi internazionale, una area instabile, una protesta di piazza, un terremoto, un’altra catastrofe naturale, anche molto distante da Tokyo, arrivava la telefonata: 'Se volete io ci sono, pronto a partire'. Quel grado di sana incoscienza che è anima di un certo modo di fare giornalismo era il tratto più visibile di Pio: non era soltanto professione, era un modo di stare al mondo, coinvolto e coinvolgente, appassionato, totalizzante. Non aveva un carattere facile, non era raro che qualcuno di noi in redazione avesse uno scambio acceso di vedute con lui, perché era un tipo da grandi e piccole battaglie, con quel trasporto verso il lavoro abbiamo tutti imparato a capire che fosse il suo trasporto verso la vita". 

Non solo i colleghi di Sky, D'Emilia lascia un vuoto nel mondo del giornalismo. Nico Piro, volto della Rai, sulla sua pagina Facebook scrive: "Addio a Pio d'Emilia grande inviato, straordinario conoscitore dell'estremo oriente, caro amico, rivoluzionario, campatore e infinita capa gloriosa. Ci mancherai".  

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