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Lunedì, 23 Maggio 2022
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Erba libera, carceri vuote: ecco i numeri

La ricerca del Cnr sulla carcerazione prodotta dalla legge sulle droghe non ha dubbi: uscirebbe il 14% della popolazione carceraria già solo con una modifica al testo unico sugli stupefacenti, in particolare alla legge 46 del 2006

Il 14% dei detenuti attuali è in carcere per reati connessi al consumo di cannabinoidi e uscirebbe se fossero apportate delle modifiche alla Fini-Giovanardi. Questo quanto emerge dallo studio di Sabrina Molinaro, ricercatrice del Centro Nazionale di Ricerca (CNR), che ha esposto dati e proiezioni a riguardo anche in Commissione Giustizia alla Camera nei giorni scorsi.

Una ricetta che potrebbe alleviare in maniera consistente il problema del sovraffollamento. L'audizione della camera bassa si è svolta in seguiro alla proposta di legge Farina sulle modifiche al Testo unico di legge sugli stupefacenti, che effettivamente ipotizza una modifica del provvedimento n°46 del 2006, fortemente voluta dagli onorevoli Gianfranco Fini e Carlo Giovanardi.

Tale provvedimento ha rivisto i limiti di quantitativo di principio attivo per definire la differenza tra detenzione e cessione, ovvero tra uso personale e spaccio. Come mostra l'indagine della Molinaro incrociando i dati di studi nazionali come l'European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs (Espad) e i dati di flusso forniti dai ministeri degli Interni e della Giustizia si può notare che il mercato degli stupefacenti non ha risentito dell'inasprimento delle pene previste dalla Fini Giovanardi. Tanto meno il consumo: dopo un'iniziale diminuzione i dati mostrano come la domanda abbia ricominciato a crescere stabilizzandosi.

Un altro degli effetti del provvedimento del 2006 riguarda invece gli arresti: dall'introduzione della 46 del 2006 le denunce per detenzione sono diminuite a margine di un aumento di quelle per spaccio. Circa 12 mila soggeti sarebbero stati denunciati per possesso di cannabinoidi e di questi il 78% condannati soltanto per spaccio. In totale sarebbero circa 9 mila i detenuti in carcere per effetto della Fini-Giovanardi, il 14% della popolazione carceraria. "Stiamo parlando di stime ovviamente ma come proiezione è abbastanza forte" afferma la Molinaro intervistata dall'emittente bolognese Radio Città Fujiko.

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