Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

L'Italia candida la pizza napoletana come Patrimonio mondiale dell'Unesco

La commissione di valutazione nazionale per l'Unesco ha confermato la candidatura italiana per l'iscrizione dell'Arte dei Pizzaiuoli napoletani nel Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità

La Commissione di valutazione nazionale per l'Unesco, riunitasi oggi a Roma, ha confermato la candidatura italiana per l'iscrizione dell'Arte dei Pizzaiuoli napoletani nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. Lo ha reso noto la Fondazione UniVerde, per la quale si è trattato di "una decisione votata all'unanimità che dimostra come la pizza sia il patrimonio culturale immateriale più rappresentativo del nostro Paese".

"È con grande soddisfazione - dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della campagna #pizzaUnesco e già ministro dell'Agricoltura - che ho accolto questo importante voto. Ringrazio gli oltre 850mila firmatari della petizione, tutte le associazioni che hanno aderito e in particolare la Commissione Italiana Unesco e tutti i ministeri che hanno espresso un voto unanime per questa candidatura. Ora serve il massimo impegno per ottenere l'iscrizione nel registro mondiale e la tutela di questa tradizione che riguarda uno dei prodotti più noti al mondo".

La prossima tappa della campagna mondiale #pizzaUnesco sarà a Parigi il 14 marzo dalle 18:30 per la consegna ufficiale alla sede mondiale Unesco, in Place de Fontenoy, del primo milione di firme raccolte dalla petizione.

Per la deputata Pd Colomba Mongiello si tratta di un "obiettivo importante che ci riempie di soddisfazione e che anche il Parlamento ha aiutato a raggiungere".  "Un obiettivo - prosegue - che noi parlamentari in modo trasversale abbiamo sostenuto fortemente e promosso firmando numerosi la petizione proposta dall'Associazione Pizzaiuoli Napoletani, Associazione Verace Pizza Napoletana e Fondazione UniVerde, dell'ex ministro dell'Agricoltura Pecoraro Scanio. E presentando sull'argomento una mozione a mia prima firma e condivisa da molti miei colleghi. La pizza è un bene culinario, economico e culturale ed è parte della nostra identità e tradizione. E se è vero che viene consumata ovunque è anche vero che è uno dei prodotti maggiormente contraffatto. La conferma della candidatura dell'arte dei pizzaziuoli napoletani a patrimonio mondiale dell'umanità rappresenta dunque - conclude - una grande opportunità per dire al mondo intero che la pizza vera è solo quella italiana".

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