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Domenica, 22 Maggio 2022
Mafia / Reggio Calabria

"Pagare il pizzo è perdere la libertà": il racconto di chi non si è piegato

Tiberio Bentivoglio scelse, nel 1992, di non cedere all'estorsione. Da allora vive in un incubo: "Prima i furti, poi la distruzione del furgone, la bomba, l'incendio". E lo Stato gli ha addirittura pignorato casa

Tiberio Bentivoglio è un imprenditore di Reggio Calabria. Nel 1992 decide di ampliare il suo negozio di articoli sanitari. Ma soprattutto decise di non pagare il pizzo.

Da allora con la moglie vive in un incubo: "Mi sono rifiutato e sono stato punito. Ho subito vari attentati. Prima i furti, poi la distruzione del furgone, la bomba, l'incendio e così via". "Non è stato facile dire di no: con mia moglie abbiamo sofferto tanto, passato nottate intere prima di cacciarli".

L'INTERVISTA VIDEO

Lo Stato? Assente. Addirittura la sua casa ipotecata è stata ipotecata "perché sono in arretrato con le tasse".

La svolta nell'incontro con il mondo dell'associazionismo, con Libera e con don Luigi Ciotti. "Mi hanno aiutato con la mente, il cuore, con la tasca, si è sostituita allo Stato". E vivere sotto scorta, oggi, fa meno paura.

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