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Martedì, 9 Agosto 2022
Mafia

La 'ndrangheta ai tempi della crisi: "Pizzo scontato e mazzette a rate"

Anche la malavita si adegua alla crisi: il boss di una cosca calabrese ordinava ai suoi di essere "ragionevoli" con le estorsioni perché "non bisogna andare da chi non può pagare le bollette". Il clan accettava anche mazzette " a rate"

ROMA - La crisi è crisi: e anche la mafia ha dovuto arrendersi. O meglio "adeguarsi". Tanto che dal carcere, il presunto boss Francesco Zindato, capo dell'omonima cosca della 'ndrangheta di Reggio Calabria, chiedeva ai suoi di essere "ragionevoli" con le estorsioni perché quando "c'è crisi non bisogna andare da chi non può pagare nemmeno le bollette". 

Il particolare è emerso dalle indagini della squadra mobile nel corso di un'operazione che ha portato all'arresto di cinque criminali. "Un'operazione - ha commentato il questore - che conferma il triste fenomeno delle estorsioni. Nel mirino della banda erano finiti un imprenditore edile ed il titolare di un negozio di abbigliamento, che non hanno inteso collaborare con lo Stato". 

Ma, se da un lato il fenomeno delle estorsioni è confermato, dall'altro si assiste all'esordio di metodi "gentili ed accomodanti". "Gli arrestati - hanno fatto sapere gli investigatori - evitavano di usare metodi bruschi, persino dilazionando, in un caso, una tangente da ottomila euro in sedici mensilità da cinquecento euro". D'altronde, la crisi è crisi

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