Sabato, 13 Luglio 2024
Le tappe dell'indagine

Dalla cenere alla benzina: tutti i passi falsi che hanno incastrato Impagnatiello

I magistrati ricostruiscono i lunghi interrogatori che hanno portato alla confessione dell'assassino di Giulia Tramontano: Impagnatiello sarebbe crollato davanti all'evidenza delle tante ricostruzioni false messe insieme

Una confessione da manuale. Come in un libro giallo o noir, Alessandro Impagnatiello, l'omicida di Giulia Tramontano, sarebbe crollato sotto il peso delle sue stesse contraddizioni. Se è stato lo stesso 30enne a confessare, dopo due giorni, l'omicidio della compagna, sono i magistrati che lo hanno interrogato oggi a ricostruire la lunga serie di errori e contraddizioni che hanno incastrato l'uomo, portandolo a costituirsi. Vediamoli passo per passo.

L'odore di benzina dopo la scomparsa di Giulia 

Già la prima versione sulla scomparsa di Giulia fornita da Impagnatiello è, secondo la PM Alessia Menegazzo, traballante. Subito dopo la denuncia di scomparsa, gli agenti bussano alla sua porta e constatano un particolare: il forte odore di benzina. Proviene dall'auto di Impagnatiello ed è percepibile soprattutto vicino al bagagliaio. Secondo l'uomo l'odore sarebbe derivato dallo sversamento del combustibile da una bottiglia usata "per il rabbocco del ciclomotore".  Impagnatiello aveva dichiarato poi di aver buttato la bottiglia, ma gli uomini delle forze dell'ordine avevano notato il forte odore provenire anche dallo zaino dell'assassino. Una versione coerente con quanto confesserà successivamente: avrebbe infatti provato a bruciare il corpo della compagna dopo averla uccisa. Ma è proprio l'odore ad incastrarlo e a far intuire agli inquirenti che qualcosa non va nella sua versione.

''Se hai problemi vieni da me'': l'alleanza tra Giulia e la 'seconda fidanzata' ha incastrato Impagnatiello

I guanti in lattice e la versione della seconda fidanzata 

Dopo l'omicidio Impagnatiello cerca costantemente la sua ''seconda fidanzata'': una 23enne inglese che si era incontrata con Giulia poco prima dell'omicidio. È la ragazza stessa a notare i guanti in lattice che spuntavano dallo zaino dell'ex il giorno dopo, quando lo incontra a lavoro. Impagnatiello aveva sostenuto di averli utilizzati per lavare i piatti. Ma è un altro particolare che non sfuggirà agli inquirenti. 

L'ultima orribile bugia di Impagnatiello davanti ai Pm: ''Ho ucciso Giulia per non farla soffrire"

Ci sono poi le chat tra la 'seconda compagna' inglese del 30enne milanese e Giulia. Lei nota che la ragazza, dopo aver confessato le violenze psicologiche dell'uomo, cambia tono. Le dice di ''non essere stata sincera'', e di lasciarla in pace. La ragazza prova allora a chiamarla: lei non risponde. Senza darsi per vinta chiama Impagnatiello che le dice che Giulia è a dormire. Il resoconto non torna; così chiede di inquadrarla mentre dorme con la telecamera del telefono. A quel punto il 30enne cambia ancora una volta versione, e le dice che la compagna è andata a dormire da un'amica. Per i Pm è il segno tangibile che a rispondere a quei messaggi non sia stata Giulia, e che Impagnatiello stia cercando una scusa per giustificarne l'allontanamento.

Le telecamere, la cenere e i movimenti di Impagnatiello 

A inchiodare definitivamente l'assassino sono le telecamere e le videocamere vicino l'abitazione: hanno registrato tutti gli spostamenti e rilevato tutte le incongruenze delle azioni e delle dichirazioni dell'omicida.  "Dalle prime informazioni e dal loro raffronto con i filmati - spiega la Pm che segue l'indagine - sono emerse forti contraddizioni tra la realta' dei fatti e il racconto fornito dall'indagato in sede di denuncia. L'indagato ha invero cambiato piu' volte versione circa la presenza di Giulia in casa il 27 maggio, smentendosi da solo circa il motivo dell'assenza della compagna da casa".

Per il giudice Impagnatiello non avrebbe premeditato l'omicidio di Giulia

Ad ulteriore riprova sono numerose le tracce informatiche che l'uomo ha lasciato nelle ore dell'omicidio. Sono tutte sui suoi motori di ricerca: Impagnatiello si informa su come "rimuovere macchie sudore", "rimuovere macchie candeggina", "rimuovere macchie d'olio", "rimuovere macchie di ruggine", "rimuovere macchie di sangue", "rimuovere macchie d'erba" . Tutto ciò accade mentre gli investigatori fanno rilievi sulla sua auto. Poi l'uomo cerca anche:"ceramica bruciata vasca da bagno": rivelerà nella confessione che, in un primo momento, aveva cercato di dar fuoco al corpo della vittima proprio nella vasca da bagno.

"Anche le ricerche successive - scrive ancora la Pm - evidenziano la costante attenzione dell'indagato per la vicenda, verosimilmente al fine di monitorare gli esiti delle indagini. Da cio' si desume come l'indagato, dopo aver ucciso la compagna ed il bambino che portava in grembo, abbia quindi cercato di eliminare le tracce dell'omicidio appena commesso. Tale elemento si unisce alle immagini estrapolate dai filmati di sorveglianza, che mostrano l'indagato mentre porta un sacchetto con un cumulo compatibile con un mucchio di vestiti".

Poi spunta l'ultimo macabro dettaglio: la cenere. Secondo la testimonianza di una vicina dell'uomo c'era una quantità di cenere rilevante nei pressi della porta d'ingresso dell'appartamento: una scia che portava fino al box auto dello stesso Impagnatiello. Inizialmente la vicina aveva pensato a una grigliata, ma ha riferito di non aver avvertito nessun odore di barbecue il giorno precedente. E purtroppo non si trattava di bistecche grigliate. Appena dopo l'omicidio, Impagnatiello aveva bruciato alcuni oggetti sporchi per far sparire le tracce del sangue di Giulia. 

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