Lunedì, 8 Marzo 2021
Genova

Ponte Morandi, paura per un pilone corroso: "Metterlo in sicurezza o abbatterlo"

La relazione tecnica dalla commissione ispettiva del ministero dei Trasporti conferma: "Va abbattuto". L'ingegnere strutturista Orlandi: "Altro che otto mesi per ricostruire, ci vorranno almeno tre anni"

Foto Edgardo Genova /GenovaToday

"La pila numero 10 sopravvissuta al crollo, è in uno stato di degrado dei materiali (corrosione dei cavi) di grado più elevato (4 su una scala di 5, Ndr) rispetto a quello che era stato riscontrato nella pila n.9 crollata". È quanto si legge nella relazione della Commissione ministeriale ispettiva del Mit sul crollo di ponte Morandi a Genova.

Parole nette, dure. Previsioni che gettano una nuova luce sulla promessa di Autostrade, che ha assicurato un nuovo ponte in acciaio a Genova nel giro di otto mesi dall'inizio dei lavori. E arriva la conferma che per la demolizione non si potrà attendere a lungo, per motivi di sicurezza. "Ricostruirlo in otto mesi? È una palla colossale. Devono demolire tutto quello che c'è sotto, tirare giù quel che resta del ponte, rifare le analisi geologiche e costruire quello nuovo. Ci vorranno almeno tre anni": lo spiega, in un'intervista esclusiva a "Oggi" in edicola dal 23 agosto, l'ingegnere strutturista Adriano Orlandi, 45 anni di esperienza nella progettazione, collaudo e direzione lavori per viadotti e stabilimenti.

Per l'ingegner Orlandi il viadotto Morandi "è stato fin da subito giudicato dagli esperti un'opera ardita e vulnerabile. Fu un azzardo, una sperimentazione progettuale pericolosamente condotta in ambito reale". Secondo il tecnico, che ha esaminato il servizio fotografico realizzato appositamente dal settimanale, sul ponte era "evidente un logoramento delle strutture, soprattutto dal lato del mare, a causa della salsedine. Bisognava pensare a un'alternativa: correva sopra le case, era doverosa la prudenza, fino a contemplare la possibilità di chiuderlo".

Gli ispettori: "Moncone Est va demolito"

La situazione del ponte preoccupa. In particolare è molto pericolante il moncone est, da cui sarebbero stati avvertiti rumori e scricchiolii. Parte del ponte deve essere messa in sicurezza al più presto come dichiarato dal centro coordinamento soccorsi che ha ricevuto una relazione tecnica. Il moncone est di Ponte Morandi a Genova è pericolante e andrà abbattuto o messo in sicurezza al più presto. Lo ha reso noto la struttura commissariale per l'emergenza, che ha ricevuto una relazione tecnica dalla commissione ispettiva del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture presieduta dall'architetto Roberto Ferrazza in cui si evidenzia un forte rischio di cedimento. La struttura commissariale ha quindi scritto al Ministero e alla concessionaria Autostrade per avviare il prima possibile gli interventi.12

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Il moncone nell'area Est del ponte Morandi a Genova "va demolito nei tempi più brevi possibili". Lo ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che dopo la relazione sulla staticità arrivata nella notte ha incontrato e discusso con il prefetto. "Occorre sicuramente demolire il moncone nei tempi più brevi possibili, uno per garantire sicurezza anche se oggi l'area è evidentemente sgomberata e dunque nessun essere umano corre alcun rischio, due perché senza la demolizione non riparte la ricostruzione" ha detto Toti dal Meeting di Cl. "E' arrivata questa notte la relazione della commissione che parla dell'ala Est di Levante del ponte con alcune criticità - ha aggiunto -. Ne abbiamo parlato già stanotte e stamattina con il prefetto. Quell'area è già comunque sgomberata e nessuno vi accede per nessuna ragione, per cui non vi sono motivi di allarme ma questo comporterà alcune decisioni e alcune determinazioni urgenti già nelle prossime ore".

"Pilone corroso", ponte Morandi fa paura

"E stato evidenziato sul pilone 10 uno stato di corrosione di grado elevato. Ci siamo riuniti per verificare se ci fossero attività da porre in essere in via precauzionale". Lo ha detto il prefetto di Genova Fiamma Spena al termine della riunione del Ccs, Centro coordinamento soccorsi, in prefettura nel capoluogo ligure, vertice al quale hanno preso parte i tecnici della Commissione ministeriale ispettiva del ministero dei Trasporti. "Abbiamo parlato con il Comune - ha aggiunto il prefetto - per la perimetrazione della zona rossa ma gli scenari erano già stati censiti e al momento, secondo il comune, non emergono esigenze di ampliare l'area rossa salvo che i tecnici non forniscano ulteriori indicazioni". "C'è una continua vigilanza attraverso le forze di polizia all'area rossa all'esterno - ha concluso - ed è sospeso il prelievo dei beni dalle abitazioni evacuate finché la commissione non avrà ultimato le verifiche". 

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Intanto il presidente della Regione stila la tabella di marcia: "Pretendo che ci sia un ponte entro un anno e che sia bello, sicuro e fatto in fretta. Per il sistema Paese è fondamentale. Questo auspicio è condiviso con il premier Conte che mi ha detto che spera di poterlo inaugurare entro il 2019».  Il governatore della Liguria aveva già affrontato il tema il giorno precedente parlando della necessità di demolire i "monconi" del ponte nel più breve tempo possibile, compatibilmente con le necessità dellla Procura. Inotre il presidente aveva aggiunto: "Sembra ovvio che il ponte andrà poi abbattuto tutto per la ricostruzione".

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