Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca Genova

Dal crollo di Genova Atlantia ha perso un quarto del suo valore: "Colpa delle istituzioni"

Atlantia è pronta a citare il governo per tutelare i risparmiatori mentre Autostrade si difende dalla critiche dell'Anac: "Mancati investimenti per ritardi burocratici, ma non riguarda in alcun modo le attività di manutenzione"

Atlantia, nuovo tonfo in Borsa: il titolo della holding che controlla Autostrade per l'Italia ha chiuso in calo del 3,8% a 18,18 euro, con una perdita in termini di capitalizzazione di Borsa di circa 560 milioni di euro rispetto a ieri, quando il titolo aveva chiuso a 18,9 euro a circa 15,6 miliardi di valore in Borsa.

Autostrade, il cda di Atlantia contro il Governo

Proprio su questa perdita di valore il consiglio di amministrazione di Atlantia ''ha avviato la valutazione degli effetti delle continue esternazioni e della diffusione di notizie sulla società avendo riguardo al suo status di società quotata, con l'obiettivo di tutelare al meglio il mercato e i risparmiatori''. La contestazione emersa durante l'ultimo cda riunito per esaminare la situazione seguita al crollo del ponte Morandi e alla lettera inviata dal governo, con cui si annuncia la revoca della concessione.

Dal crollo del Ponte Morandi a Genova, il 14 agosto, la società ha perso oltre il 25%. In mattinata, il titolo della società aveva tentato il recupero ma a metà seduta sono iniziate le vendite.

Genova, le ultime notizie sul crollo del ponte Morandi

L'Autorità nazionale anticorruzione ha intanto chiesto alla società Autostrade l'invio degli atti necessari alla manutenzione del viadotto dell'autostrada A10 approvati dal Cda. Si tratterebbe di progetto, capitolati tecnici e bando ed eventuali pareri richiesti al ministero delle Infrastrutture. Gli accertamenti sarebbero legati, come anticipato dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone a La Stampa, a "una più generale questione di disparità tra investimenti programmati e realizzati".

Autostrade, l'accusa al governo: "Mancati investimenti per ritardi istituzioni"

Secondo la società Autostrade i mancanti investimenti che erano invece previsti nel Piano Economico Finanziario sono causa dei ritardi della macchina burocratica.

"La mancata attuazione del 72,89% degli interventi previsti si riferisce ad investimenti per il potenziamento della rete genovese (Gronda e nodo San Benigno) e non riguarda in alcun modo le attività di manutenzione". E comunque "il dato non deriva da scelte compiute dalla società, ma è l'effetto dei notevoli ritardi da parte delle istituzioni competenti". 

I ritardi sono stati - precisa una nota del gruppo - sia "nell'approvazione del progetto della Gronda di Genova" che nel rendere "disponibili alla società le aree del Lotto 2 di San Benigno (il potenziamento dell'accesso all'area portuale di Genova)".

Ponte Morandi, le immagini girate dalla polizia scientifica subito dopo il crollo

In particolare, spiega Autostrade, "il progetto definitivo della Gronda di Genova è stato approvato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti solo nel settembre del 2017: da ciò deriva l'attuale previsione di inizio lavori nel febbraio del 2019. Ma le previsioni di investimento citate nella nota di ANAC si basano su quanto era previsto nel Piano Economico Finanziario del 2013, in cui si assumeva che l'autorizzazione fosse concessa nel novembre 2015 e l'avvio dei lavori avvenisse nel febbraio del 2017".

Autostrade ricorda come "lo slittamento di circa due anni e la conseguente minor spesa per investimento sono state causate dal tempo - superiore al previsto - impiegato sia per la conclusione dell'intesa Stato-Regione che per l'approvazione del progetto definitivo da parte del Ministero competente".

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