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Sabato, 1 Ottobre 2022
L'anniversario / Genova

Quattro anni fa il crollo del ponte Morandi, una ferita ancora aperta: "Sia fatta giustizia"

Il cedimento della struttura ha causato 43 vittime. Alla sbarra 59 imputati tra ex vertici e tecnici di Autostrade, della società che si occupava di manutenzioni, del ministero delle Infrastrutture

Era il 14 agosto 2018, la pioggia batteva furiosamente sull'asfalto del ponte Morandi di Genova percorso da auto di persone che si recavano al lavoro o in vacanza, verso il porto per le partenze dei traghetti. Alle 11,36 un boato incredibile nel nubifragio, una nuvola di polvere, la prima consapevolezza - da parte di chi si trovava nei dintorni - che una parte consistente del Morandi era collassata, trascinando nel vuoto decine di macchine. Nell'incredulità generale, pochi minuti dopo, sul web hanno iniziato a circolare i primi video della tragedia.

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Quattro anni sono passati da quel terribile giorno che ha portato via, con il crollo del ponte, la vita di 43 vittime: intere famiglie spezzate, con i loro sogni e le loro storie. Adesso, al posto di quella voragine c'è un nuovo ponte, il San Giorgio, inaugurato nell'agosto 2020, e soprattutto lo scorso 7 luglio è iniziato il processo per fare luce sulle responsabilità del crollo.

Il punto sul processo

Nel processo sono coinvolti 59 imputati (tra ex vertici e tecnici di Autostrade e Spea, società che si occupava di manutenzioni e ispezioni, attuali ed ex dirigenti del ministero delle Infrastrutture e funzionari del Provveditorato) e 600 parti civili.

La prima udienza, il 7 luglio, è terminata con rinvio al 12 settembre. Quel giorno, però, è previsto anche lo sciopero dei legali proclamato dall'assemblea della Camera penale ligure. La data non è casuale, ed era stata scelta per dare un segnale forte sulla carenza di organico per il settore penale del tribunale di Genova. Egle Possetti, presidente del comitato dei parenti delle vittime del crollo del Morandi, ha fatto sapere di aver ricevuto rassicurazioni dal ministro della Giustizia, Marta Cartabia: l'auspicio di Possetti è che il processo possa riprendere e che non ci siano ritardi, in modo da arrivare presto a una sentenza.

Cartabia: "Non ci fermeremo"

Il memoriale

Per quanto riguarda i lavori per il memoriale, Possetti spiegato che gli uffici del Comune stanno lavorando per arrivare a una gara a settembre, in modo da far partire l'iter per la realizzazione della struttura, un luogo di rispetto e di sosta, di memoria, testimonianza e denuncia. Le 43 vittime verranno omaggiate con la realizzazione di una Casa delle Famiglie, di un museo, di una serra e di un punto di incontro. I lavori propedeutici sono iniziati l'11 luglio scorso.

I progettisti, lo studio Boeri, il Comune e la struttura commissariale sono impegnati in questi mesi a risolvere alcune problematiche tra cui l'interferenza della ferrovia con gli spazi del futuro memoriale e il trasferimento dei reperti.

Toti: "Abbiamo bisogno che giustizia venga fatta"

"Gli anni non appannano il dolore ma danno una prospettiva al ricordo. Oggi ha vinto l'orgoglio, più forte della frustrazione. La magistratura emetterà i suoi verdetti perché abbiamo bisogno che giustizia venga fatta e il crollo del ponte Morandi è stato un grande avvertimento su quanto non è stato fatto prima. Ci siamo cullati nell’idea che il progresso non avesse bisogno di manutenzione e ne abbiamo pagato un conto terribile, un conto che in futuro nessuno dovrà mai più pagare", ha detto il presidente della Regione Ligura, Giovanni Toti.

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