Venerdì, 5 Marzo 2021
Genova

Scricchiola un moncone del Ponte Morandi: l'allarme lanciato dai cittadini

Interrotte le operazioni di recupero degli oggetti personali nelle case degli sfollati. Perché il Ponte Morandi a Genova è crollato? Spuntano 3 nuovi video

I vigili del fuoco hanno deciso di sospendere le operazioni di recupero dei beni nelle case in prossimità del Ponte Morandi, a Genova, a causa di diversi scricchiolii provenienti dal moncone est. I rumori sono stati percepiti nella notte e stamattina dai cittadini che hanno prontamente allertato le forze dell’ordine. Al momento sono in corso le verifiche, con la zona che è stata interdetta anche ai mezzi di soccorso. Dalle prime notizie che arrivano dalla zona rossa sotto quel che resta del Ponte Morandi di Genova, sarebbe stata esclusa la possibilità che i rumori percepiti da diversi cittadini siano stati provocati dal vento. Per questo motivo, i vigili del fuoco hanno preferito interrompere tutte le operazioni di recupero dei beni nelle case e nei palazzi evacuati nei giorni scorsi.

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La zona rossa, quella che ha portato all’evacuazione degli appartamenti adiacenti il Ponte Morandi, è stata chiusa anche ai mezzi di soccorso, in attesa che i rilievi sul campo accertino le cause di quegli scricchiolii che fin da questa notte hanno riportata alta l’attenzione sulla possibilità di nuovi crolli di uno dei monconi rimasti in piedi dopo il collasso della struttura dello scorso 14 agosto. Questa mattina, alcuni degli sfollati della zona rossa sulle sponde del Polcevera sarebbero potuti rientrare nelle proprie abitazioni, evacuate dopo la tragedia, per recuperare – con l’ausilio dei Vigili del Fuoco – alcune delle masserizie e degli oggetti personali che non avevano potuto portare con sé al momento dello sgombero forzato. Operazione che, al momento, è stata resa impossibile dall’allarme per possibili nuovi crolli nella zona Est di quel che resta del ponte.

Perché il ponte Morandi a Genova è crollato?

Perché è crollato il ponte Morandi a Genova? Quale parte della struttura ha ceduto? E' una delle domande alle quali nelle prossime settimane e nei prossimi mesi dovranno dare una risposta chiara tecnici e magistrati incaricati di individuare le responsabilità del disastro che ha causato la morte di 43 persone. Per avere una corretta ricostruzione dell’accaduto ora ci sono tre nuovi video. Si tratta delle immagini acquisite dalla Guardia di Finanza e registrate da diverse distanze e angolazioni dai dispositivi di sicurezza di aziende private. Ne parla oggi il Corriere della Sera con un articolo a firma di Andrea Pasqualetto. I tre filmati sono ritenuti interessanti e mostrano la rottura di un tirante, rendendo la dinamica del crollo del ponte più definita. Nei video - riporta il Corriere della Sera - si vede la strada che cede ai due lati della campata e il pilone che si spezza facendo collassare la struttura. Le immagini finiscono dunque un quadro più chiaro di quel che è successo soprattutto se combinate tra loro e combinate con le versioni fornite da testimoni oculari del crollo, che dicono di aver visto prima spezzarsi uno o due stralli, ovvero i tiranti che reggono la strada.

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Restano però da chiarire le cause della rottura. I tecnici non escludono nemmeno l’ipotesi di un cedimento del manto stradale, anche se lo ritengono poco probabile. Come evidenzia oggi il Corriere della Sera, che i tiranti del ponte Morandi, costruito nel 1967, avessero problemi di corrosione, umidità e distacco di calcestruzzo era noto da tempo, sia agli ingegneri del Politecnico che a novembre avevano chiesto approfondimenti e controlli, sia alle Autostrade e ai tecnici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: sarebbe emerso - scrive il Corsera - dai verbali della riunione del Comitato tecnico amministrativo del Mit del primo febbraio scorso al Provveditorato alle opere pubbliche della Liguria. I tecnici della Commissione d’indagine ministeriale che lavorano al fianco dei periti della Procura sono convinti che la rottura dei tiranti sia l’ipotesi più accreditata dietro la tragedia.

Lunedì mattina, intanto, la società Autostrade per l'Italia ha dichiarato di aver "ricevuto in data odierna la lettera di contestazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti" in relazione al crollo di una sezione del ponte Morandi sull'autostrada A10 di Genova. Il Mit, ricorda Autostrade, "ha assegnato alla società il termine di 15 giorni per fornire le relative controdeduzioni".

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