Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Venezia

Pranzo di pesce per tre a 526 euro, il sindaco al turista: "Pezzenti, siamo a Venezia..."

Il primo cittadino di Venezia risponde così alla lettera-denuncia di un turista. I gestori del locale: "Hanno pagato quello che hanno ordinato"

Foto di archivio

Un conto di 526,5 euro per un pranzo di pesce per tre persone in un ristorante di Venezia. Dopo gli spaghetti all'aragosta da 120 euro (e le relative polemiche) serviti nei giorni scorsi in un ristorante di Strada Nova, ora arriva la lettera inviata da un turista di origini orientali ma residente in Gran Bretagna direttamente al sindaco Luigi Brugnaro: "Così si rovina la reputazione di Venezia", ha dichiarato Luke Tang. In entrambi gli episodi i responsabili dei locali hanno allargato le braccia, spiegando che gli avventori hanno mangiato esattamente ciò che avevano ordinato. Di conseguenza il conto viene da sé. I social sul punto si dividono: possibile che un piatto di pasta possa costare 120 euro e un pranzo di pesce più di 500 euro?

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Intervistato da SkyTg24 Economia, il primo cittadino non le manda a dire al turista britannico che nei giorni scorsi gli ha indirizzato una lettera lamentandosi di aver pagato un conto salatissimo, superiore a 500 euro, per un pranzo di pesce per tre persone. Lo fa col sorriso sulle labbra, ma le sue parole vanno dritte al punto: "Pezzenti. Uno mangia e beve, poi dice che non sapeva la lingua. Ma se vieni in Italia devi imparare l’italiano, anche un po' di veneziano non farebbe male. Hanno mangiato aragosta, non hanno lasciato niente sul piatto. Ho chiesto al cameriere se gli avessero lasciato la mancia, neanche quello". 

"La lettera la rimando al mittente"

A dire del gestore del locale il giovane in compagnia dei genitori avrebbe iniziato con un antipasto a base di ostriche per poi continuare con dei primi e una grigliata di pesce fresco. Insomma, il conto sarebbe stato esattamente corrispondente a quanto ordinato e a quanto scritto sul menu.

"Siate i benvenuti, ma dovete spendere"

Il primo cittadino prende le difese del locale veneziano, non distante da San Marco. La lettera, ha affermato, "viene rimandata al mittente, è giusto che abbiano pagato. Anzi, vorrei fare un plauso al ristoratore che ha emesso lo scontrino, dimostra ancora una volta che a Venezia c'è la legalità. Se venite a Venezia - ha concluso - dovete sapere che siete a Venezia, dovete spendere qualcosina. Anzi, lasciate la mancia alle persone che ci sono e che lavorano per voi. Siate i benvenuti, ma dovete spendere".

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