Domenica, 16 Maggio 2021
Il caso / Cagliari

Il pranzo per 40 in hotel con politici e dirigenti regionali nonostante la zona arancione: è bufera

Una brutta pagina, c'è poco da dire. Ora resta da capire se tutto sarà dimenticato presto o se ci saranno scossoni nel mondo politico regionale in Sardegna. Erano in 40 secondo alcune ricostruzioni. "Solo" 19 quelli sorpresi. Fuggi-fuggi generale e ora scattano le interrogazioni. M5s all'attacco. La Lega si dissocia. Il presidente Solinas aspetta

I giorni passano, e invece che placarsi le polemiche continuano, crescono d'intensità e arrivano fino ai piani alti. Partiamo dai fatti, dal poco che si sa "ufficialmente". Sotto la lente d'ingrandimento c'è un pranzo che si è tenuto in un ristorante, nei giorni scorsi, in una struttura ricettiva termale di Sardara, un paesino del sud Sardegna: vi avrebbero preso parte circa 40 persone (il numero non è chiaro) tra cui politici, dirigenti e funzionari regionali, in barba alle restrizioni anti-Covid nella regione allora in zona arancione e da oggi in zona rossa a causa dell'aumento dei casi di Covid iniziato durante la zona bianca.

Pranzo in hotel a Sardara con politici e dirigenti: il caso in Sardegna

Secondo fonti vicine alla presidenza, il governatore Christian Solinas avrebbe espresso sconcerto e disappunto per una vicenda che si è consumata a sua totale insaputa. Il fatto che il presunto allegro convivio sia avvenuto in un periodo di sacrifici e limitazioni chiesti a tutta la popolazione a causa della pandemia non può non avere conseguenze. Resta da capire quali saranno queste conseguenze, e resta da capire se emergeranno o meno i nomi di chi c'era a Sardara.  Oggi o domani Solinas sarebbe in attesa di conoscere ufficialmente le ragioni di questo incontro e i nomi dei partecipanti per adottare i provvedimenti di sua competenza. Difficile pensare a una permanenza in qualunque ruolo o incarico regionale di chi abbia violato le norme di contenimento.

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Il blitz di Sardara è stato portato a termine dai militari della Guardia di Finanza di Sanluri. Le fiamme gialle, entrate nel ristorante di un rinomato hotel della zona, hanno sorpreso numerose persone - secondo indiscrezioni addirittura una quarantina, tra cui esponenti politici locali - mentre pranzavano. Sarebbe quindi incominciato il fuggi fuggi generale: "solo" 19 le persone sorprese ancora a tavola. Hanno detto di essere lì riuniti per motivi di lavoro (l'hotel è regolarmente aperto ma non può effettuare servizio di ristorazione al tavolo a clienti esterni, bensì solo a chi vi pernotta, come da regole nazionali).

Il mondo politico è in fibrillazione: il diritto alla privacy è sacro anche qui?

Scatteranno - ma non ci sono dettagli certi -  le multe per aver violato le norme entrate in vigore per frenare la diffusione, analoga multa è scattata per il titolare della struttura. Il mondo politico è in fibrillazione: "Sarebbe una vergogna per l'intera isola, inaccettabile a fronte dei sacrifici fatti da tutti nell'ultimo anno", attacca il gruppo dei Progressisti che presenterà un'interrogazione e "pretenderà che già nella giornata di martedì in Consiglio venga chiarito ogni minimo dubbio su questa vicenda indecorosa". La consigliera regionale del Movimento 5 stelle Desirè Manca ha presentato un'interrogazione urgente in Consiglio per chiedere al presidente Solinas "se sia a conoscenza della ragione del pranzo, i nomi dei partecipanti, e se non ritenga utile manifestare una netta presa di distanza stigmatizzando e ove possibile sanzionando le violazioni". La Lega, partito che fa parte della maggioranza, prende le distanze: "In una situazione delicata come quella che attualmente viviamo, con l'isola che si accinge ad essere relegata in zona rossa per due settimane, riteniamo quanto mai sconveniente che a infrangere le regole sia proprio chi dovrebbe dare il buon esempio", dice il capogruppo Dario Giagoni. 

Come finirà la vicenda? Per una questione forse di "civiltà" ma di sicuro di trasparenza andrebbe trovata la formula migliore e più adeguata per rendere noti nomi e cognomi dei partecipanti (nel caso abbiano un ruolo nelle varie amministrazioni pubbliche). Il diritto alla privacy è sacro, ma bisogna pensare anche a salvaguardare in primis tutti quei politici e amministratori pubblici che in questi mesi stanno svolgendo al meglio il loro lavoro. E che non meritano di finire né nel tritacarne mediatico né nel calderone della "mala politica" di cui si ciba il populismo più becero.

Tra l'altro, come nota in un post pubblico su Facebook Anthony Muroni, giornalista ed ex direttore dell'Unione Sarda, "chi invece c’era e prova a negare potrebbe andare incontro a problemi ben più gravi rispetto a quelli che affronterebbe se invece ammettesse responsabilmente di aver commesso un errore". Una brutta pagina, c'è poco da dire. Ora resta da capire se tutto sarà dimenticato presto, se finirà in caciara o se ci saranno scossoni nel mondo politico regionale.

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