Domenica, 9 Maggio 2021
Padova

La provocazione di Don Luca: "Niente presepe se poi non si accoglie, è da ipocriti"

Don Luca Favarin, attivo da tempo nella diocesi di Padova a fianco dei migranti con progetti di accoglienza, dice no a un presepe ipocrita e sui social viene ricoperto di insulti

foto Pixabay

"Quest'anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni. Non farlo nel rispetto del Vangelo e dei suoi valori, non farlo nel rispetto dei poveri...". Ha suscitato inevitabili polemiche il post su Facebook scritto domenica da don Luca Favarin, sacerdote di Padova in prima linea nella missione pastorale per la Diocesi a fianco dei migranti. 

Intervenendo al Morning Show di Radio Padova, questa mattina don Luca Favarin ha chiarito il messaggio dicendo che "se il presepe deve essere pura esteriorità, allora tanto vale non farlo".

luca favarin facebook-2

No al presepe "ipocrita"

"Chissenefrega delle quattro statuette che mettiamo nel presepio se poi queste statuette non sono il simbolo di un percorso interiore e sociale che dobbiamo fare. Discutiamo ogni anno sulle caprette e le statutte mentre  qui c'è gente che soffre e muore in strada - ha detto don Luca Favarin nell'intervista - Noi mettiamo ogni anno un simbolo di accoglienza nelle nostre case e poi poniamo gesti e parole di non accoglienza fuori. Mi sembra un gesto un po' ipocrita. A un certo punto fare un po' di digiuno da questi simboli inflazionati ci fa tornare un appetito sociale e valoriale di cui tutti abbiamo bisogno". In trasmissione è nato poi uno scontro verbale con il sindaco di Albettone Joe Formaggio, noto in passato per le sue esternazioni contro rom e migranti e condannato a giugno per comportamento discriminatorio e incitamento all’odio razziale.

Il web scatenato contro don Luca Favarin

Sul web sono arrivati all'indirizzo del don - ideatore e promotore tra l'altro di progetti di accoglienza innovativi come il ristorante 'Strada facendo' - insulti e critiche. 

luca favarin presepe commenti facebook-2

Critiche politiche

Sul caso creato da don Luca Favarin si è mossa anche la politica. L'assessore all'Istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan ha stigmatizzato la provocazione del don: "Questo parroco ha perso l’orientamento e mi sembra che abbia solo voglia di stupire e creare notizia. Se è così livoroso nei confronti del presepe, mi domando se sia lui ad aver fatto la scelta giusta". 

Duro anche il leghista Andrea Ostellari: "La tentazione di nascondere i simboli cristiani è vecchia quanto la Chiesa e la Chiesa le sopravviverà. Mentre fallirà il progetto di ridurla al rango di associazione benefica fra le tante. Cristo non ha cambiato la storia perché è stato il più coerente o caritatevole degli uomini, ma perché ha vinto la morte e portato su di sé i peccati di tutti: poveri, rifugiati, pubblicani, prostitute e anche ipocriti. Don Favarin faccia come crede. Io sono ipocrita? Forse, ma Cristo è nato anche per me. Quindi farò il presepe, come ogni anno, con i miei figli e mia moglie".
 

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