Domenica, 7 Marzo 2021
Firenze

In auto con una bambina, niente carcere per don Paolo: resta ai domiciliari

Un testimone: "Ho visto la bambina seminuda e ho chiamato i carabinieri"

Don Paolo Glaentzer, il parroco 70enne arrestato lunedì con l'accusa di violenza sessuale aggravata su una bambina di 10 anni, non andrà in carcere ma resterà agli arresti domiciliari. A disporlo è stato il gip di Prato, respingendo la richiesta della Procura che chiedeva la reclusione in cella e accogliendo invece la domanda della difesa.

L'uomo, immediatamente sospeso dall'arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, è accusato di aver abusato della bimba in un'auto parcheggiata nella zona di Calenzano, in provincia di Firenze. Giovedì, nel corso dell'udienza di convalida dell'arresto, il sacerdote ha risposto a tutte le domande del giudice e del pm e, da quanto appreso, avrebbe ammesso di essersi appartato con la bambina e che non era la prima volta che accadeva.

"Per il bene della bambina è meglio non parlare troppo di questa storia. Le facciamo solo del male, aspettiamo cosa decideranno i magistrati", dicono alcuni abitanti di Calenzano, intervistati da FirenzeToday. Diversa l’opinione di Matteo (nome di fantasia), l’operatore sanitario che ha avvertito i carabinieri. "Ho visto un prete uscire dalla casa dei vicini, dopo un po' non l'ho visto tornare e ho pensato di andare a controllare. L’ho trovato in macchina con lei seminuda - racconta -. Io e mio padre abbiamo bloccato il prete e atteso l’arrivo dei carabinieri. Voglio puntualizzare che non c’è stato nessun linciaggio, il parroco è rimasto lì fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Inoltre è arrivata solo un’ambulanza, e non tre, per soccorrere il padre della ragazzina che ha avuto un malore dopo aver ricevuto la notizia”.

E’ una storia di disagio quella della bambina che sarebbe stata abusata. La ragazzina ha altri fratelli e i suoi genitori sono entrambi disabili. La famiglia è seguita costantemente dal Comune. La bambina era stata assegnata ai servizi sociali nel 2013 ma la famiglia fece ricorso e i figli rimasero con i genitori. Don Paolo visitava spesso quella casa e di frequente portava i bambini fuori, scrive FirenzeToday.

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