Venerdì, 23 Luglio 2021
METEO

Ondata di caldo africano, punte di 36°: scatta l'allarme siccità

Temperature bollenti almeno fino a mercoledì: le previsioni

Immagine d'archivio

"Ci attende una settimana in cui l’elemento saliente sarà sicuramente il caldo intenso per effetto dell’Anticiclone africano in estensione verso l’Europa meridionale. Anche se il nucleo più rovente punta verso il settore sud-occidentale del continente, dove il caldo torrido si farà sentire con picchi fra Portogallo e Spagna anche superiori ai 40°C": è quanto spiegano i meteorologi di Meteo.it che sottolineano come “anche in Italia assisteremo a una intensificazione della calura, con temperature che nel corso della settimana potranno raggiungere ovunque i 30°C gradi, con punte massime intorno ai 35-36°C.

La percezione del caldo sulla pelle potrà essere localmente accentuata dal disagio dell’afa, specie nel settore centrale della Val Padana. Qui infatti le temperature percepite potranno avvicinarsi ai 35°C anche in città in cui il termometro segnerà valori inferiori e il disagio quindi sarà simile a quello di città più calde per il termometro ma più secche. Nei grossi centri urbani il disagio del caldo potrà farsi sentire anche nelle ore notturne”.

Oggi condizioni di stabilità in tutto il territorio con prevalenza di tempo soleggiato, salvo le consuete nuvole in sviluppo a ridosso dei monti nelle ore più calde, specie lungo le Alpi ma con scarso rischio di precipitazioni. Temperature stazionarie o in lieve rialzo con punte di 33-34°C al Nord e sulle regioni centrali tirreniche. Venti a prevalente regime di brezza.

Martedì sarà un’altra giornata all’insegna del sole e pochi cumuli innocui in giornata intorno ai monti, specie nel settore alpino. Nella notte successiva possibile fase instabile con rischio di locali rovesci o temporali su Trentino Alto Adige e Friuli. Temperature stazionarie o in ulteriore lieve aumento con punte di 33-35°C al Nord e sulle regioni centrali tirreniche. Venti sempre deboli a prevalente regime di brezza.

Con l’assenza di precipitazioni, si aggrava il problema della siccità. Tra le regioni più a rischio, l’Emilia Romagna. I deficit idrici maggiori si riscontrano nelle province di Piacenza e Parma dove, fino allo scorso maggio, le piogge cumulate risultano inferiori del 40-50% rispetto a quelle attese.

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