Domenica, 19 Settembre 2021
Maltempo

Alluvione in Sardegna, metereologi infuriati: "Era tutto previsto"

Polemica anche sulla lettura dell'allerta meteo. Sanò de IlMeteo.it: "Giovedì scorso si sapeva che lunedì si sarebbe scatenato il ciclone. Si sapeva tutto con 114 ore d'anticipo"

"L'allerta meteo per la Sardegna doveva essere lanciata prima". Sono parole chiare e dirette quelle che Antonio Sanò, direttore del portale www.ilmeteo.it, rivolge a chi è deputato alla sicurezza del territorio e della popolazione. La denuncia è supportata dai dati meteo: "L'alluvione, così come altri eventi estremi verificatisi negli ultimi anni, erano stati previsti con oltre cinque giorni di anticipo grazie ai modelli fisico-matematici che oggi riescono a localizzare con elevata precisione spazio-temporale i fenomeni anche estremi". 

In particolare "l'evento estremo di lunedì era ben chiaro sin dal pomeriggio di giovedi scorso 14 novembre a partire dall'elaborazione delle 12 utc, pertanto con circa 114 ore di anticipo".

Dure critiche anche alla linea di allerta scelta dall protezione civile, lanciata "solo" 12 ore prima della bufera: "Gli avvisi di allerta lanciati con così poco preavviso sono inutili, se non addirittura dannosi". Ormai "non ci si può più nascondere dietro una presunta imprevedibilità del tempo. Ilmeteo.it da oltre dieci anni sviluppa privatamente metodi fisico-matematici che riescono con oltre cinque giorni di anticipo a prevedere con elevata accuratezza anche fenomeni alluvionali, come nel caso ligure del novembre 2011". 

Il meteorologo conclude: "Negli ultimi anni si sta assistendo ad una estremizzazione di fenomeni atmosferici che i climatologi chiamano tropicalizzazione, il che comporta una maggiore frequenza di bombe d'acqua, ma anche nevicate eccezionali in inverno, siccità estrema in alcune aree e caldo record in estate. Nuove tragedie si verificheranno con certezza se non aumenteranno la coscienza del nostro dissesto idrogeologico e una maggiore sensibilità nei confronti delle previsioni meteo".

CAPPELLACCI - L'allerta meteo per l'alluvione in Sardegna, che ha provocato 16 morti, è arrivata in tempo e tutte le misure previste dai piani sono state attivate, ma non rispettate. E' quanto ha spiegato il governatore della regione Ugo Cappellacci portando l'esempio di alcune famiglie che non hanno accettato di essere sgomberate dalle proprie case in zone a rischio.

"Intanto l'avviso, quello più significativo, credo che sia arrivato la mattina di lunedì, anche se non vorrei sbagliarmi perché gli avvisi li ricevono i responsabili della Protezione Civile. A me risulta che gli avvisi sono arrivati e anche che i sindaci hanno messo in campo tutte le misure previste dai piani. Quindi la macchina è partita", ha detto il presidente della Regione Sardegna interventendo sulle responsabilità della comunicazione del pericolo legato al ciclone Cleopatra.

"Il problema è di duplice tipo. Il primo di tipo culturale-educativo perché nonostante i cittadini vengano avvisati e invitati a non mettersi in macchina, stare in casa - ha aggiunto - purtroppo questi avvisi non vengono presi nella giusta considerazione. Addirittura ci sono stati dei casi in Sardegna in cui nelle ultime ore i sindaci hanno ordinato lo sgombero di alcune abitazioni che si trovavano in zone a rischio e gli abitanti si sono rifiutati di andare via di casa. Da quello che mi ha detto il sindaco - ha concluso Cappellacci - ci ha provato anche con la forza pubblica ma non c'è riuscito. Col risultato finale che quelle persone che non sono volute andare via da casa le hanno trovate poi sui tetti che attendevano i soccorsi".

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