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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Amianto, processo Monfalcone: 13 condannati per la morte di 87 operai

Si chiude con 13 condanne e 22 assoluzioni il processo a Gorizia per la morte di 85 lavoratori dei cantieri di Monfalcone. Le pene oscillano dai 2 anni ai 7 anni e sei mesi

"Abbiamo sollevato dal fango i nostri compagni di lavoro". Con queste parole l'associazione Esposti amianto ha voluto commentare la chiusura, martedì sera, del processo di Gorizia sulla morte di 87 lavoratori dei cantieri di Monfalcone causate dall'esposizione all'amianto. Un processo che ha visto 13 condanne e 22 assoluzioni.

Un processo duro, difficile: il giudice monocratico Matteo Trotta ha deciso per la condanna per vari reati, tra i quali l'omicidio colposo, di 13 imputati con pene che oscillano dai 2 anni ai 7 anni e sei mesi e risarcimenti per oltre 1,5 milioni di euro.

Tra i condannati spiccano alcuni dirigenti di Italcantieri (oggi Fincantieri) e di ditte che operavano in subappalto all'interno degli stabilimenti di Monfalcone.

Le condanne più pesanti sono state emesse a carico di Vittorio Fanfani e Manlio Lippi, ex direttori di Italcantieri. A Giorgio Tupini e Corrado Antonini, all'epoca rispettivamente presidente e direttore generale di Italcantieri, sono state comminate pene rispettivamente di 6 anni e 6 mesi e di 4 anni e 4 mesi. Condanne anche per Enrico Bocchini, Antonio Zappi, Aldo La Gioia, Roberto Schivi, Cesare Casini, Glauco Noulian, Livio Minozzi e Italo Massenti. I condannati dovranno risarcire anche persone e istituzioni che si sono costituite parte civile nel processo: le provvisionali più elevate spetteranno alla Regione Friuli Venezia Giulia (250 mila euro), all'Inail (250 mila), alla Provincia di Gorizia (106 mila) e al Comune di Monfalcone (75mila). 

Sono stati invece assolti i responsabili della sicurezza interna al cantiere di Monfalcone (Gorizia) e i titolari delle ditte che operavano in subappalto per conto di Italcantieri: si tratta complessivamente di 22 persone su 35 imputati. 

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REAZIONI - "C'è soddisfazione, almeno abbiamo sollevato dal fango i nostri compagni di lavoro, perché li avevano lasciati morire e buttati lì come scarti senza valore''. E' questa l'amara dichiarazione, al termine del processo per le morti per amianto agli stabilimenti Italcantieri di Monfalcone (Gorizia), del presidente dell'associazione Esposti amianto, Carmelo Cuscunà, 90 anni dei quali cinquanta trascorsi nei cantieri, a contatto con la fibra tossica. "Per la condanna a noi non importa siano dieci o cento anni - ha detto - questa gente deve rendersi conto di quel che ha fatto, una mattanza di esseri umani che ha creato ricchezza per tutti. Personalmente, li condannerei ad andare nei vari cimiteri a chiedere perdono". 

Entro novembre dovrebbe partire un nuovo maxiprocesso per 19 rinvii a giudizio già disposti dal Gup di Gorizia.

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