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Martedì, 21 Maggio 2024
DELITTO REA

Omicidio Melania Rea, processo d'appello: "Si confermi l'ergastolo a Parolisi"

Chiesta la conferma della condanna di primo grado. Il suo legale: "Il processo d'appello sia equilibrato e sereno, senza derive emotive".

L'AQUILA - La prima udienza del processo di Appello per l’omicidio di Melania Rea in cui è imputato il marito, Salvatore Parolisi, si è tenuta questa mattina a L'Aquila. Il caporalmaggiore dell’Esercito era stato condannato all’ergastolo in primo grado. Parolisi era presente in aula. "Si apre un processo d’Appello all’insegna della richiesta forte alla corte di un processo sereno ed equilibrato, senza deriva emotiva", ha detto il legale di Parolisi, Nicodemo Gentile, prima dell’udienza.

Il procuratore generale d'Appello, Romolo Como, ha chiesto la conferma dell'ergastolo, con tutte le aggravanti, per Parolisi. L'udienza in Corte d'Assise d'Appello a L'Aquila è stata quindi sospesa, prima dell'intervento delle parti civili nel pomeriggio.

"Chiediamo una discussione pacata di tutti gli elementi attraverso una rivisitazione di tutti i passaggi, le testimonianze, le perizie, le consulenze, perché, sinceramente l’approccio del primo giudice è stato emotivo". Il legale della famiglia Rea Mauro Gionni ha invece ribattuto che "ascoltiamo l’inizio del lavori, ci sarà una relazione, poi l’intervento della Procura Generale. Si tratta di vedere se tutto si farà oggi o come plausibile, più ragionevolmente in qualche altro giorno della settimana o della prossima".

In udienza anche il fratello di Melania, Michele Rea. "Come dico sempre purtroppo sulle motivazioni ognuno di noi la può pensare diversamente - ha detto Michele Rea a Sky Tg24 prima di entrare in aula - Non dimentichiamoci che c’è una condanna all’ergastolo, poi ognuno può farsi la propria idea. Il problema è che tutto porta a lui, come la giriamo la giriamo la frittata però purtroppo tutto porta a lui". S

Sul fatto che Parolisi si sia sempre proclamato innocente, ha aggiunto: "Non ho mai visto nessun assassino che dica sono stato io, lui si sta difendendo e penso che lo farà sempre. Siamo convinti della sua colpevolezza". Di parere opposto la sorella di Parolisi. "Sono convinta che mio fratello sia innocente. Dimostrino il contrario portando delle prove fondate e ci ricrederemo. Ma non potranno farlo, perché le prove contro di lui non ci sono. Semplicemente perché non è lui l’assassino di Melania".

"Ho incontrato in carcere mio fratello - aggiunge - E’sfiduciato. Non si aspettava la condanna in primo grado". "I media lo hanno dipinto brutto. Lui non è cosi". La sorella del caporalmaggiore, condannato all’ergastolo lo scorso 26 ottobre con l’accusa di aver ucciso la moglie Melania Rea e vilipeso il cadavere dopo la morte, riconosce che Salvatore ha sbagliato quando ha tradito la moglie. "L’ho rimproverato per i suoi tradimenti. Se potessi farlo, lo picchierei. Non lo perdonerò per aver tradito Melania".

La donna nel corso dell’intervista ha inoltre mostrato i disegni che Salvatore manda alla figlia Vittoria, che il caporalmaggiore non ha ancora potuto incontrare in carcere, dal giorno del suo arresto. "Vittoria parla al telefono con il padre e dice: ’Ho solo te, la mamma è in cielo’. Le telefonate della piccola sono piene di baci e abbracci rivolti al padre. Fa tenerezza è un peccato che non lo possa incontrare, perché ha bisogno di lui".

Infine una parola sul presunto giallo del tesoretto: 137mila euro scomparsi dal conto di Parolisi: "Quei soldi non sono affatto spariti - ha dichiarato Francesca - abbiamo fatto tutto alla luce del sole". La donna ha mostrato una lettera di Salvatore in cui le chiede di provvedere economicamente alla piccola accordandosi con i genitori di Melania a cui è affidata.

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