Lunedì, 21 Giugno 2021
Processi

Compravendita senatori, Berlusconi a processo: altri guai per il Cav

Il gup di Napoli ha disposto il rinvio a giudizio di Berlusconi per il caso "De Gregorio". Il Cav avrebbe "comprato" l'ex Idv con tre milioni di euro per farlo passare al Pdl e fare cadere Prodi. A processo anche Lavitola

ROMA - Ancora guai per Silvio Berlusconi. Dopo, nell'ordine, la condanna Mediaset, l'affaire decadenza da senatore e la spaccatura interna al Popolo della Libertà, il Cav dovrà affrontare un nuovo processo a Napoli. E' stata accettata dal gup del tribunale partenopeo, infatti, la richiesta della Procura campana di rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi per la presunta compravendita di senatori. 

Le indagini si erano concentrate soprattutto sul caso De Gregorio: con Berlusconi, all'epoca premier, che nel 2008 avrebbe "regalato" tre milioni di euro all'ex senatore Idv per convincerlo a passare nelle fila del centrodestra e a fare cadere il governo Prodi. Berlusconi finirà, così, alla sbarra con l'accusa di corruzione insieme a Lavitola, direttore de L'Avanti, accusato di essere suo complice. La prima udienza è stata fissata per l'undici febbraio. 

Lavitola in particolare, secondo gli inquirenti, avrebbe consegnato personalmente i soldi De Gregorio, che ha patteggiato venti mesi e ha confessato ai pm di avere stretto un "patto scellerato". Diversa, invece, la versione dell'ex direttore che parlando in aula ha ammesso di avere portato dei soldi al senatore affermando, però, che quei soldi provenivano dal finanziamento al suo quotidiano, del quali entrambi erano soci, e che parte del denaro gli era stato in precedenza prestato dall'ex Idv. 

Una deposizione che, evidentemente, non ha convinto il gup che ha rinviato a processo Lavitola e Berlusconi, nonosante il legale del Cav, Michele Carbona, avesse attaccato: "Non c'è reato in quanto la Costituzione italiana prevede per ogni Parlamentare il diritto dell'insindacabilità dei suoi voti"

Insindacabilità o meno, però, Berlusconi dovrà prepararsi ad un nuovo processo. Una decisione tutto sommato attesa che ha comunque fatto infuriare il Pdl. "Il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi mi lascia allibito - ha commentato Daniele Capezzone, presidente della commissione Finanze della Camera - Resto incredulo non solo dal punto di vista giuridico, ma ancor più dal punto di vista politico. Chiunque abbia buona memoria ricorda bene le ragioni che portarono alla caduta del governo Prodi: per un verso, scelte dissennate in materia economica e fiscale, che determinarono una clamorosa impopolarità di quell'esecutivo. E per altro verso, l'attacco giudiziario alla famiglia dell'allora ministro Mastella". 

"Il resto - ha concluso tornando su un 'must' - è il consueto attacco contro Silvio Berlusconi. Credo che gli italiani abbiano ben capito che prosegue un attacco in corso da anni contro un leader politico scelto liberamente e democraticamente da milioni di donne e uomini italiani".

Le tappe del caso: 

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