Lunedì, 17 Maggio 2021
Roma

Processo sui depistaggi sul caso di Stefano Cucchi, il giudice si astiene: "Sono un ex carabiniere"

La richiesta di astensione era stata presentata dal legale della famiglia Cucchi e dalle parti civili

È iniziato ed è stato subito rinviato il processo sui presunti depistaggi in merito al caso di Stefano Cucchi, arrestato il 15 ottobre 2009 per droga e morto sette giorni dopo all'ospedale Sandro Pertini di Roma.

Il giudice Federico Bona Galvagno in apertura dell'udienza ha comunicato la sua astensione in quanto ex carabiniere in congedo, con rapporti con alti ufficiali, come il generale Tullio del Sette, e per aver partecipato a eventi con appartenenti all'Arma. Una decisione dettata dal voler garantire il sereno svolgimento del procedimento. La richiesta di astensione era stata presentata dal legale della famiglia Cucchi e dalle parti civili. Tra le parti civili ci sono i ministeri della Difesa e dell'Interno e l'Arma dei carabinieri e anche il ministero della Giustizia ha fatto richiesta per costituirsi parte civile nel processo sui presunti depistaggi.

"Sono estremamente soddisfatta del fatto che il Giudice Bona Galvagno abbia ritenuto di astenersi accogliendo la nostra istanza. Ringrazio il mio e gli altri avvocati che hanno ritenuto opportuno doverla fare. Avevano ragione", ha scritto su Facebook  Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, commentando la decisione Bona Galvagno che si è astenuto dal processo.

Stefano Cucchi, il processo sui depistaggi riviato a dicembre

Per i depistaggi sono imputati il generale Alessandro Casarsa all'epoca dei fatti comandante del Gruppo Roma, e altri 7 carabinieri, tra cui Lorenzo Sabatino, allora comandante del reparto operativo dei carabinieri di Roma. Gli otto carabinieri sono accusati a vario titolo e a seconda delle posizioni di falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia.

Oltre a Casarsa e Sabatino, sono a processo Francesco Cavallo, all'epoca dei fatti tenente colonnello e capo ufficio del comando del Gruppo Roma; Luciano Soligo, all'epoca dei fatti maggiore dell'Arma e comandante della compagnia Roma Montesacro; Massimiliano Colombo Labriola, all'epoca dei fatti comandante della stazione di Tor Sapienza; Francesco Di Sano, all'epoca in servizio alla stazione di Tor Sapienza; Tiziano Testarmata, comandante della quarta sezione del nucleo investigativo dei Carabinieri e il carabiniere Luca DeCianni, accusato di falso e di calunnia. Il processo è stato aggiornato al prossimo 16 dicembre e Bona Galvagno sarà sostituito dal giudice Giulia Cavallaro.

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