Sabato, 23 Ottobre 2021
L'omicidio cinque anni fa

Giulio Regeni, al via il processo: il governo italiano si costituisce parte civile

Quattro agenti dei servizi segreti egiziani sotto accusa. Nella lista dei testimoni anche tutti i presidenti del consiglio italiani che si sono susseguiti dal 2016, anno della morte del giovane ricercatore, a oggi

Si apre domani il processo ai quattro agenti dei servizi egiziani accusati del sequestro e della morte di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano morto in Egitto nel febbraio 2016.

In calendario il 14 ottobre la prima udienza davanti alla terza Corte d'Assise di Roma, nella quale verrà affrontato subito il nodo dell'assenza in aula dei quattro imputati: il generale Sabir Tariq e i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. I giudici dovranno valutare, così come già fatto dal gup nell'ambito dell'udienza preliminare, se la sottrazione degli imputati dal procedimento è stata volontaria. In quel caso, il processo andrà avanti, con gli imputati in contumacia. I quattro devono rispondere del reato di sequestro di persona pluriaggravato mentre al solo Magdi Ibrahim Abdelal Sharif i pm contestano anche il concorso in lesioni personali aggravate, essendo stato introdotto il reato di tortura solo nel luglio 2017, e il concorso in omicidio aggravato.

Il governo italiano ha deciso di costituirsi parte civile nel processo per la morte di Regeni. "È una scelta significativa quella del governo italiano, che si costituisce parte civile nel processo Regeni. Perché l'Italia vuole andare fino in fondo nella ricerca della verità e della giustizia", ha scritto su Twitter Lia Quartapelle, responsabile Europea e Affari internazionali nella segreteria del Pd.

Le indagini della Procura di Roma sulla morte di Giulio Regeni

L'indagine, partita subito dopo il ritrovamento del corpo di Giulio il 3 febbraio 2016 lungo la strada che dal Cairo porta verso Alessandria, è stata affidata sin dalle prime battute al pm Sergio Colaiocco, prima sotto il coordinamento dell'allora procuratore Giuseppe Pignatone e proseguita poi sotto la guida dell'attuale procuratore capo Michele Prestipino. Un'inchiesta che ha avuto la svolta più importante il 4 dicembre 2018. In quella data la Procura di Roma iscrive nel registro degli indagati cinque agenti egiziani, alti ufficiali dei servizi segreti civili e della polizia investigativa d'Egitto, accusati di sequestro di persona. Un risultato frutto del lavoro portato avanti anche grazie Sco e Ros, parte attiva nelle indagini italiane. Con la chiusura dell'inchiesta del 10 dicembre scorso e la richiesta di processo del 20 gennaio i pm romani contestano al generale Sabir Tariq, ai colonnelli Usham Helmi e Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif il sequestro di persona pluriaggravato, e nei confronti di quest'ultimo le lesioni aggravate, essendo stato introdotto il reato di tortura solo nel luglio 2017, e il concorso in omicidio aggravato.

"Ho visto Giulio ammanettato a terra con segni di tortura sul torace" ha riferito un testimone che per 15 anni ha lavorato nella sede della National Security "dove Giulio è stato ucciso. Al primo piano della struttura c'è la 'stanza 13' dove vengono portati gli stranieri sospettati di avere tramato contro la sicurezza nazionale. Il 28 o 29 gennaio ho visto Regeni in quella stanza con ufficiali e agenti", ha raccontato il testimone come riferito dal sostituto procuratore Sergio Colaiocco, insieme al procuratore capo di Roma Michele Prestipino, davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sulla morte del ricercatore italiano. Una testimonianza a cui se ne sono aggiunte altre, raccolte dai pm di piazzale Clodio, che accusano i quattro agenti egiziani.

Paola e Claudio Regeni, i genitori del giovane ricercatore, hanno fatto sapere che chiameranno a testimoniare nel processo i presidenti del Consiglio che si sono succeduti dal 2016 a oggi: Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte e Mario Draghi. Nella lista dei testimoni anche i rispettivi ministri degli Esteri e i sottosegertari con delega ai servizi d'intelligence. Alessandra Ballarini, l'avvocata che segue la famiglia Regeni, ha annunciato l'intenzione di chiamare a testimoniare anche il presidente egiziano Al Sisi e i suoi ministri degli Interni.  

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