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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Migranti

Cosa succede oggi al processo Open Arms

Il dibattimento entra nel vivo. La vicenda risale all'agosto 2019, quando la ong spagnola, dopo aver salvato 147 migranti nel Canale di Sicilia, rimase in mare diversi giorni in attesa le venisse consentito l'approdo

Oggi nell'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo riprende il processo Open Arms, che vede imputato l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini con l'accusa di sequestro di persona e rifiuto d'atti d'ufficio. La vicenda risale all'agosto 2019, quando la ong spagnola, dopo aver salvato 147 migranti nel Canale di Sicilia, rimase in mare diversi giorni in attesa le venisse consentito l'approdo.

Inizieranno a sfilare davanti alla corte i primi testimoni (sono 26 complessivamente e tra loro anche l'attore Richard Gere) chiamati dalle parti. Oggi toccherà all'ufficiale Sergio Liardo, capo del III Reparto "Piani e Operazioni" e Imrcc del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto; il capitano Edoardo Anedda, comandante delle Sezioni Unità navale e operativa della Stazione navale della Guardia di finanza di Palermo; Leandro Tringali, comandante dell'Ufficio circondariale marittimo di Lampedusa; Nunzio Martello, capo del Reparto Personale del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto; Giovanni Minardi, dirigente della Squadra mobile di Agrigento. Oltre al funzionario Giovanni Franco della Squadra mobile di Agrigento e l'assistente capo Nicolò Di Giorgi. Ada Mastrogiovanni e Paolo Bonfiglio, del Gabinetto provinciale di Polizia scientifica della questura di Agrigento.

"Io rispetto i giudici che incontrerò in aula. Rispetto di meno quei parlamentari di sinistra che hanno scelto di mandarmi a processo per un atto politico, per aver svolto il mio dovere di ministro di difendere i confini", ha detto ieri sera il senatore Matteo Salvini, a margine di un incontro organizzato dalla Lega a Palazzo Alliata di Pietratagliata di Palermo. "I numeri della Cei - ha aggiunto - hanno certificato che il numero dei morti durante il mio ministero era meno della metà rispetto ai morti di quest'anno, quindi meno partenze meno morti, più partenze più sbarchi e più morti. E' un processo politico che spero duri poco e costi poco al contribuente italiano".

Video Bonfardino/PalermoToday

Nei mesi scorsi il gup di Catania aveva deciso il non luogo a procedere per Salvini nel procedimento per la nave Gregoretti. E in quell'occasione, riferendosi alla Open Arms, aveva scritto nel provvedimento: "Open Arms rimaneva per giorni tra le acque libiche e quelle maltesi, soccorrendo in tre diverse occasioni circa 130 persone, trasportandole, come detto, a Lampedusa, e dopo aver rifiutato lo sbarco di 39 migranti nell’isola di Malta, e dopo aver rifiutato due diversi Places of safety indicati dal governo spagnolo, prima in Algeciras e poi nelle isole Baleari. In particolare, poi, i naufraghi sbarcarono, come detto, a seguito dell’emissione in via di urgenza del decreto di sequestro preventivo adottato dal procuratore della Repubblica di Agrigento”.

“Nel caso della Open Arms” prosegue la sentenza “si è pervenuti alla conclusione di ritenere Stato di primo contatto quello italiano, perché era stato richiesto a IMRCC Roma la concessione del più volte menzionato Place of safety, ed anche perché la nave aveva già raggiunto le acque territoriali italiane. In conseguenza di tale principio, perciò, i comandanti delle singole unità navali delle ONG potranno scegliere i porti dove andare, che - inevitabilmente - allo stato attuale sembrano essere solo quelli siciliani”. La sentenza prosegue: “Il caso ha suscitato diverse polemiche e prese di posizione, anche perché, come si rileva dalla stessa relazione del Tribunale dei Ministri, è emerso nel corso del processo il sospetto che alla base del rifiuto del comandante della nave di non accettare i porti spagnoli che gli erano stati assegnati e, quindi, di condurre la sua unità verso quelle destinazioni, vi fosse il timore di subire pesanti sanzioni del proprio Stato di bandiera, in relazione alla contravvenzione inerente la violazione delle norme di sicurezza sull’utilizzo della nave, che trasportava oltre 100 persone, pur essendo in realtà omologata soltanto per 19”.

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