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Sabato, 22 Gennaio 2022
Processo Thyssen / Torino

Processo Thyssen, condanne ridotte: esplode la rabbia dei familiari delle vittime

Ridotta a dieci anni, nel processo d'appello a Torino, la pena per l'amministratore delegato della Thyssen, Herald Espenhahn, per il rogo del 2007. I familiari delle vittime: "Che schifo"

"Maledetti! Questa è la giustizia italiana. Vergogna". Così i familiari delle sette vittime del rogo della Thyssen hanno reagito alla lettura della sentenza del tribunale di Torino che ha ridotto la pena da 16 a 10 anni di carcere per l'amministratore delegato Herald Espenhahn.

Secondo i giudici della corte d'appello di Torino, che hanno letto la sentenza nella maxi aula 1 del tribunale di Torino, non ci fu dolo.

I parenti delle vittime del rogo alla Thyssenkrupp hanno quindi deciso, per protesta, di occupare la maxi aula del Palazzo di Giustizia in cui è stata da poco letta la sentenza d'appello. "Non lo accetto - dice una ragazza - mio fratello e altri sei ragazzi sono morti e queste pene sono troppo basse". Nell'aula, che è ancora molto affollata, sono entrati dei carabinieri. Una donna ha lanciato insulti contro gli avvocati difensori.

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Il 15 aprile 2011 la storica sentenza emessa poco dopo le 21 dalla seconda corte d'assise di Torino presieduta da Maria Iannibelli. L'amministratore delegato dell'azienda tedesca era stato ritenuto responsabile di omicidio volontario con dolo eventuale.

L'incendio mortale all'acciaieria Thyssen

La tragedia della Thyssen ha scritto, anni dopo l'incidente, una nuova pagina della giurisprudenza italiana sulle "morti bianche": il processo aveva infatti portato in primo grado a una condanna per omicidio volontario (con dolo eventuale), reato mai applicato a un incidente sul lavoro.

Gli operai morti nel rogo della Thyssen

Sono state ridotte a tutti gli imputati le condanne inflitte in primo grado al processo Thyssenkrupp. Le pene variano dai 9 ai 7 anni di reclusione. La riduzione per l'amministratore delegato Herald Espenhahn, per il quale la rideterminazione è di 10 anni, è dovuta alla cancellazione dell'omicidio volontario: per la Corte si è trattato di omicidio colposo con colpa cosciente.

GUARINIELLO - "Speravamo nel dolo eventuale. E' stata riconosciuta la colpa cosciente ma noi avevamo posto ai giudici una domanda: quanto vale la vita di un uomo? La risposta é stata 10 anni. Non ne sono mai stati dati tanti". Così il procuratore Raffaele Guariniello commenta la sentenza d'appello per il rogo alla Thyssenkrupp che ha ridotto le pene per i sette imputati. "E' un messaggio alle imprese: devono fare prevenzione. Altrimenti arrivano condanne che non sono coperte dalla condizionale". (da Torino Today)

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