Domenica, 20 Giugno 2021
CRONACA

Yara, la difesa di Bossetti chiede l'annullamento del processo

In tribunale non erano presenti i genitori della vittima. Assente anche Marita Comi, moglie dell'imputato. I giudici decideranno il prossimo 17 luglio sulle eccezioni preliminari sollevate dalla difesa a cui si è opposta la Procura

ROMA - Il primo atto del processo per la morte di Yara Gambirasio è durato circa tre ore. I giudici della Corte d'Assise di Bergamo hanno aggiornato l'udienza al prossimo 17 luglio, quando decideranno se accogliere le eccezioni preliminari sollevate dalla difesa di Massimo Bossetti, a cui si è opposta la Procura. I giudici, sempre in quella data, decideranno anche sull'ammissione in aula delle telecamere: pm e parti civili non hanno dato il loro consenso. 

I QUATTRO PUNTI CONTESTATI - Per chiedere l'annullamento del processo, i difensori di Bossetti - il carpentiere di 44 anni accusato dell'omicidio della piccola Yara - hanno sollevato quattro "eccezioni". Secondo gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini sono da non ritenersi validi "tutti gli atti dal primo giorno del secondo anno dell’inchiesta, perché la procura non avrebbe chiesto la proroga delle indagini". Inutilizzabile per la difesa anche il Dna trovato sugli slip della vittima e corrispondente a quello di Bossetti, "perché il test è irripetibile". Il terzo punto riguarda invece il prelievo di saliva fatto all’imputato nel corso di un controllo stradale simulato, alla vigilia dell’arresto: dalle successive analisi derivò che il suo profilo era lo stesso di "Ignoto 1". Secondo gli avvocati, quel prelievo doveva essere eseguito con le garanzie difensive "perché non si può dire che il signor Bossetti il 15 giugno dell’anno scorso non fosse indagato" (il muratore fu arrestato il sedici giugno, ndr). Per la difesa è nullo anche il capo d’imputazione che fa riferimento a due luoghi diversi per l’omicidio di Yara Gambirasio: Brembate di Sopra e Chignolo d’Isola.

BOSSETTI IN TRIBUNALE - In aula non c’erano i genitori di Yara, perché, come spiegato nei giorni scorsi dal loro legale l'avvocato Enrico Pelillo, intendono evitare il clamore intorno alla vicenda processuale e si limiteranno a essere presenti quando saranno chiamati a testimoniare. Assente anche Marita Comi, moglie dell'imputato. Nel gabbiotto in vetro destinato agli imputati, Bossetti è rimasto seduto su una sedia con i gomiti appoggiati a un tavolo, in modo da guardare i giudici e dare le spalle al pubblico. Il suo nervosismo è apparso evidente. Ha seguito le prime fasi del dibattimento con molta attenzione e senza mai distrarsi. "Mi sento più tranquillo, ho molta fiducia nella giustizia", ha detto al suo legale al termine della prima udienza del processo.

"NO ALLA SPETTACOLARIZZAZIONE" - L'imputato aveva chiesto l'ammissione delle telecamere in aula. Nel negare il suo assenso, il pm Letizia Ruggeri ha spiegato di voler evitare "una spettacolarizzazione di questa tragedia": "Devo anche rilevare che alcuni organi di informazione non si sono comportati correttamente diffondendo notizie che non dovevano essere diffuse". Anche la famiglia di Yara Gambirasio non ha dato l'assenso, mentre la difesa di Massimo Bossetti si era associata alla decisione delle parti civili.

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