rotate-mobile
Venerdì, 24 Maggio 2024
La polemica / Rovigo

Colpita con dei pallini durante la lezione: la famiglia di un alunno è pronta a querelare l'insegnante

La famiglia di uno dei due ragazzi coinvolti ha annunciato di voler intraprendere azioni per difendere "l'immagine del figlio" dopo le dichiarazioni della professoressa

Non si arrestano le polemiche attorno alla vicenda dei due ragazzi di Treviso, colpevoli di aver colpito un'insegnante con una pistola ad aria compressa e dei pallini di plastica, durante la lezione. I ragazzi erano dapprima stati promossi con nove in condotta, scatenando l'ira generale e la reazione del ministro. Poi il dietrofront del collegio docente con il voto in condotta dei due abbassato rispettivamente a un 7 e a un 6. L'insegnante si era detto, nei giorni scorsi, grata al ministero per l'intervento, ma delusa dagli altri insegnanti che non le avrebbero dimostrato solidarietà nella vicenda.  In un'intervista al Messaggero aveva anche ribadito di come i ragazzi non avessero capito la lezione: "Per loro era un gioco:a loro serviva solo per avere più follower. Tra scuola e famiglia serve un’alleanza vera: la famiglia non può lasciare un figlio lì senza sapere cosa fa o non fa. E servirebbero classi meno numerose". 

Ora arriva la contromossa dei genitori di uno dei due alunni coinvolti che, c'è da scommetterci, è destinata a generare non poche polemiche. E a parlare è il legale della famiglia, l'avvocato Nicola Bergamini: "L'alunno ha incontrato la docente a scuola e si è scusato, e anche i genitori. La famiglia finora non ha mai voluto esporsi, per non alimentare il processo mediatico, ma la presenza delle prof sui media è costante".

L'avvocato ha affermato che i genitori potrebbero avviare una querela nei prossimi giorni in base alle presunte ricostruzioni false della docente: "Secondo quanto ricostruito dalla famiglia sui fatti avvenuti da ottobre fino ad oggi, è stato messo in evidenza - prosegue Bergamini - che le informazioni fornite da parte di Finatti (la professoressa coinvolta ndr) sul loro figlio sono assolutamente imprecise, se non addirittura false. Non si contesta l'episodio, ma la docente dice he i ragazzi non si sono pentiti, non si sono scusati, non c'è stato un processo rieducativo, e ancora oggi vivono serenamente senza punizione. Questo non è vero". 

Il legale ha quindi puntualizzato che il ragazzo che materialmente ha sparato "si è scusato personalmente e assieme alla famiglia in svariate occasioni, fin dal giorno stesso dell'episodio. Appena tornato a casa, quel giorno, ha mandato una mail alla prof, che aveva abbandonato la scuola, porgendo subito le sue scuse, chiedendo un contatto telefonico per programmare un incontro per scusarsi di persona. La professoressa Finatti ha risposto dopo un'ora, ha apprezzato che il ragazzo si fosse accorto della gravità del fatto e avesse accettato le scuse, tanto che non riteneva necessari un incontro personale". La docente, ha quindi puntualizzato Bergamini "nei giorni successivi agli spari non è mai stata a casa, l'alunno l'ha incontrata sui banchi di scuola e si è scusato di nuovo. I genitori sono andati a scuola per porgere le loro scuse".

L'avvocato conclude che, se la professoressa continuerà a diffondere "informazioni false" sui ragazzi coinvolti, la famiglia sarà obbligata ad agire in sede penale e civile per difendere l'immagine del ragazzo. Dichiarazioni tutte da dimostrare, per una vicenda che continua ad alimentare polemiche anche a mesi di distanza. 

Continua a leggere su Today.it 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Colpita con dei pallini durante la lezione: la famiglia di un alunno è pronta a querelare l'insegnante

Today è in caricamento