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Lunedì, 15 Aprile 2024
Cronaca

Concorso scuola, troppi prof bocciati: 23mila cattedre rischiano di restare vuote

Un posto su tre resterà vuoto: i professori candidati non sono all'altezza. E' il quadro che emerge dalla ricerca di Tuttoscuola. Su 175mila solo 40mila saranno ritenuti meritevoli di salire in cattedra

Settembre è ormai alle porte e la scuola italiana potrebbe ritrovarsi con 23mila cattedre vuote.

Su 175mila candidati, tutti con l'abilitazione all'insegnamento, solo 40mila saranno ritenuti meritevoli di salire in cattedra. Meno del 45 per cento è stato ammesso agli orali, la maggioranza dei bocciati al Nord. E' quanto emerge dall'ultima ricerca di Tuttoscuola, che da mesi analizza il concorso indetto per assumere 63.712 docenti in tutta Italia, dalle materne alle scuole superiori.

Si tratta di una situazione senza precedenti, dice Tuttoscuola. 

"Il paradosso è che per molte classi di concorso ci sarà un eccesso di candidati vincitori (soprattutto in Campania e Lazio), che però non potranno andare a insegnare nelle regioni dove i posti sono vacanti (soprattutto al Nord). A meno che il Governo non intervenga con un provvedimento di urgenza..."

Intanto resta aperto il problema dei ritardi: ad oggi, scrive Tuttoscuola, oltre 300 procedure di concorso su 800, riguardando oltre la metà dei candidati, non hanno completato le correzioni degli scritti e la conclusione avverrà dopo il termine ultimo del 15 settembre 2016. Questo comporterà una situazione ancora più paradossale: "nell’anno scolastico che sta per iniziare sarà assegnato un maggior numero di posti (stimabili in circa 4 mila) alle graduatorie ad esaurimento, e se esaurite si dovrà ricorrere a supplenze annue con docenti precari chiamati dalle graduatorie di II fascia. E in alcuni casi, ironia del destino, potrebbero essere chiamati alla supplenza docenti appena bocciati nel concorso".

E si riapre il dibattito: colpa dei quiz giudicati impossibili oppure dell'impreparazione dei candidati? "Le due cose insieme, probabilmente", dice Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera. Tuttoscuola chiosa: "Finché l’insegnamento non tornerà ad essere una prima scelta mancherà il presupposto principale per tenere alto il livello qualitativo della scuola italiana. E affinché ciò accada andrebbero ridisegnati il profilo della professione docente, le condizioni di lavoro ed economiche, il percorso di carriera".

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