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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca Treviso

Treviso: via i profughi dagli appartamenti, ancora proteste e tensioni

Arriva l'annuncio del sindaco: "Entro la notte via i migranti". Soddisfatti i residenti ma in piazza ci sono i centri sociali per solidarizzare con i migranti: scontri con le forze dell'ordine, trenta fermi

Dopo il blitz e le tensioni notturne alla fine i residenti hanno avuto la meglio sul prefetto: in via Legnano a Quinto, in provincia di Treviso, è arrivato l'autobus che ha trasferito alla caserma Serena di Casier i 101 profughi arrivati nei giorni scorsi. Ma poco prima è di nuovo scattata la protesta: questa volta erano centri sociali, insieme all'associazione RazzismoStop e al sindacato di base Adl Cobas a scendere in piazza, davanti agli uffici della prefettura di Treviso, per portare la solidarietà ai migranti. Così una cinquantina di persone hanno cercato di impedire l'ingresso a Tommaso Cacciapaglia, il questore, e a Ruggero Capodivento, comandante provinciale dei carabinieri. Le forze dell'ordine hanno fermato una trentina di persone. 

SCONTRI CON LA POLIZIA A TREVISO: GUARDA IL VIDEO

Intanto però a Quinto la situazione è rientrata: dopo la visita del governatore Luca Zaia, è arrivata la conferma del trasferimento dei migranti, annunciata pubblicamente in via Legnano dal sindaco leghista del paese Mauro Dal Zilio. La nuova struttura dove i profughi sono stati trasferiti è una caserma inutilizzata e dotata di tutte le condizioni per l'accoglienza. Soddisfatti i residenti della zona: "E' una grande vittori, frutto di una battaglia civile" spiegano da via Legnano. 

Ma nei prossimi giorni è previsto l'arrivo di altri 63 profughi come annunciato dalla stessa prefettura trevigiana. Per questo il sindaco Dal Zilio ha promesso di continuare a seguire la vicenda da vicino: "Quando Zaia è venuto qui a paralre con le famiglie la soluzione è stata trovata in poco tempo. Ma questa non è una vittoria: il problema persiste". 

Treviso, scontri tra manifestanti e polizia in prefettura | Foto da TrevisoToday

Non solo il sindaco di Quinto e il governatore del Veneto, ma anche il sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, si è unito alle voci che attaccano il prefetto di Treviso Cacciapaglia enon solo: "Lui ha creato il problema e invece di risolverlo continua a esacerbarlo, prendendosela con la gente, minacciando denunce. In questi giorni sta emergendo con forza una verità schiacciante: noi sindaci siamo stati lasciati soli dal ministro dell’Interno Alfano e dal prefetto a gestire l’emergenza. Non c’è destra o sinistra, non c’è Lega o Pd, non ci sono schieramenti: qui si tratta solo di dare risposte che non dovrebbero venire da noi". E a chi in città e non solo ha parlato di razzismo replica: "Non c’entra nulla: ci sono solo dei cittadini allo stremo. Alfano venga in Veneto, in provincia di Treviso al più presto. Non può un ministro lasciare inascoltata la voce di questo territorio". 

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