Venerdì, 18 Giugno 2021
Gioco d'azzardo / Forlì-Cesena

Forlì, promotore finanziario perde al casinò i risparmi dei clienti

Truffati settenta risparmiatori. In tutto l'uomo, 61 anni, ha causato un 'buco' di oltre 9 milioni di euro. Sul lastrico anche parenti e amici. Con loro imprenditori, commercialisti, notai e avvocati

FORLì - Gioca al Casinò e perde tutti i risparmi dei clienti. Un promotore finanziario, di 61 anni, originario di di San Piero in Bagno (Forlì), ha praticamente messo sul lastrico una settantina di persone, tra cui anche parenti e amici, imprenditori, commercialisti, notai, avvocati e gente comune. Tra i risparmiatori truffati anche una pensionata di 71 anni della provincia di Arezzo, il cui marito professore era stato docente di ragioneria proprio del promotore finanziario ai tempi delle scuole superiori e che negli anni aveva affidato al promotore circa 730 mila euro.

FEBBRE DEL GIOCO - Ma la febbre del gioco ha distrutto anche i familiari più stretti: è il caso del cognato che ha visto svanire nel nulla i circa 600 mila euro affidati al promotore per investirli a nome delle figlie, nipoti del professionista. A chi chiedeva la restituzione delle somme quando ormai era troppo tardi, il promotore con freddezza chiedeva tempo giustificando la richiesta con le difficoltà a disinvestire fantomatici titoli obbligazionari o pacchetti di investimento vincolati a scadenze future.

OLTRE 9 MILIONI - Complessivamente ammonta a 9 milioni e 400 mila euro la somma di cui il promotore si è indebitamente impossessato e che ha letteralmente bruciato in una nota casa da gioco, oltre alle spese per viaggi, auto di lusso e bella vita. Lo scorso mese di marzo il professionista si era presentato, in lacrime, nella sede del Comando della guardia di Finanza di Forlì per confessare tutto prima di un gesto estremo e chiedendo conforto ai militari per la sua irrefrenabile spinta verso il gioco d'azzardo. La stessa moglie del promotore, totalmente ignara della patologia del marito, ha appreso dai finanzieri la situazione in cui si trovava il coniuge.

LA "TRUFFA" - Milioni di euro tra denaro contante, assegni e bonifici erano finiti nelle tasche dell'uomo che ha ingannato i suoi clienti producendo egli stesso la documentazione attestante gli investimenti e falsificando i loghi di note società finanziarie, che poi inviava a mezzo posta ai clienti. Per carpire la fiducia degli investitori e non destare sospetti, il promotore si recava periodicamente in Milano, città ove hanno sede gli istituti bancari e le società di investimento con i quali risultavano sottoscritti i falsi investimenti, appositamente per spedire le rendicontazioni periodiche, tanto da rassicurare anche i clienti più diffidenti.

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