Giovedì, 17 Giugno 2021
Migranti

Da nord a sud scoppia la protesta anti-migranti

Prima Treviso, poi Roma. Ma le proteste per l'arrivo dei profughi da accogliere nelle strutture dilagano in tante città in Italia. Ma tra chi non vuole i migranti nel proprio quartiere "c'è chi specula"

Il primo a commentare aspramente sui social è stato il leader della Lega, Matteo Salvini, che non si è risparmiato dal suo account Facebook. Sui disordini di Quinto, in provincia di Treviso, ha puntato il dito contro il governo e il ministero degli Interni, proprio come il sindaco del paesino in provincia di Treviso e il governatore del Veneto Luca Zaia: 

salvini 1-2

Ed è sempre Salvini a far notare che le "rivolte anti-immigranti" sono un fenomeno che si sta diffondendo in diverse città italiane: 

salvini 2-8-4

In effetti anche a Roma è scatta la protesta nella zona di Casale San Nicola, dove sono arrivati i profughi che sono stati accolti presso la scuola Socrate, ma scortati dalla polizia e solo dopo che le tensioni tra le forze dell'ordine e i residenti e i militanti di Casa Pound si erano attenuate. 

ROMA, PROTESTA ANTI-IMMIGRATI: SCONTRI CON LA POLIZIA

A Treviso, invece, dopo le proteste dei residenti contro l'accoglienza a Quinto, i profughi sono stati ufficialmente trasferiti in un'altra struttura lontana dalle zone residenziali. Ma lo stesso giorno dell'annuncio del trasferimento, fatto dal sindaco del paese Mauro Dal Zilio, è scattata la protesta davanti la prefettura trevigiana delle realtà solidali con i migranti. Anche qui non sono mancate le tensioni con le forze dell'ordine. 

LE REAZIONI - L'episodio che ha scosso l'opinione pubblica è stato il blitz dei residenti di Quinto nelle strutture dove i profughi erano stati appena accolti: durante la notte qualcuno è entrato e ha portato fuori mobili e suppellettili a disposizione dei migranti e ha dato loro fuoco. C'è chi ha commentato durante quell'episodio, come Aboubakar Soumahoro, portavoce della CISPM (Coalizione Internazionale Sans-papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo) e membro del sindacato di base Usb:

L'incendio a Treviso purtroppo non è il primo grave atto razzista e xenofobo che si verifica in Italia e rischia di non esser l’ultimo. Niente di sorprendente se teniamo conto dell'odio e della paura che certa politica e certe forze politiche hanno coltivato in questi anni, mesi, settimane e giorni, attorno ai ‘migranti’ in quanto causa del malessere economico e sociale dell'Italia e dell'Europa in generale. Chi semina vento, raccoglie tempesta

Intanto il dibattito sull'accoglienza non si ferma e lo spazio in cui maggiormente si svolge sono i social network, dove personaggi della politica, del giornalismo e e della società civile continuano a scontrarsi sulla questione "razzismo". Il Movimento 5 stelle, dopo le proteste, ha deciso di incontrare il comitato dei residenti che ha indetto la protesta, invitandoli presso la Camera dei Deputati. Sulla questione è partito un tweet del deputato Alessandro Di Battista.  


ANCORA SBARCHI - Intanto, più a sud, continuano gli sbarchi di profughi che arrivano dall'altra sponda del Mediterraneo: nei giorni scorsi un'operazione della Guardia costiera ha portato in salvo la vita di 661 migranti partiti dalle coste libiche, in arrivo al porto di Reggio Calabria sulla "Bourbon Argos" l'imbarcazione di Medici Senza Frontiere. I migranti, di varie etnie africane, sono 551 uomini, 110 donne e 5 minori. I migranti verranno sottoposti alle prime cure sanitarie da parte del personale medico presente sul posto. Poi verranno trasferiti in strutture del Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana, Campania, Liguria in base al piano di riparto predisposto dal ministero dell'Interno. 

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