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Sabato, 28 Maggio 2022
CRONACA / Carbonia-Iglesias

Si murano nella miniera: protesta choc dei lavoratori del Sulcis

Gli operai sono in mobilità e protestano per il mancato reinserimento in società della Regione Sardegna. "Murare gli ingressi vuol dire che se non si fa l'accordo vivi non si esce", dice un operaio

CARBONIA IGLESIAS - Non c'è pace per il Sulcis, dove è in atto una nuova protesta estrema dei lavoratori ex Rockwool che dal 12 novembre occupano la galleria Villamarina di Monteponi: gli operai si sono murati dentro. 

La decisione è scaturita nel cuore della notte quando al termine dell'assemblea organizzata ieri dopo il vertice alla Regione e durata sino a tarda notte sono stati innalzati due muri in blocchetti e cemento davanti ai cancelli chiusi con catene e lucchetti. I lavoratori della ex fabbrica di lana di roccia, chiusa già da qualche anno, sono in mobilità e protestano per il mancato reinserimento in società della Regione Sardegna a seguito dell'accordo firmato proprio un anno fa, il 22 dicembre 2011.

"Murare gli ingressi vuol dire che se non si fa l'accordo vivi non si esce - commenta Gianni Medda, un operaio ex Rockwool, nel piazzale antistante la galleria occupata - il segnale è molto chiaro". Questo pomeriggio è previsto un nuovo incontro alla Regione per discutere della vertenza. 

"Oggi la politica deve rispettare la dignità di quelle persone che sono lì dentro - aggiunge Salvatore Corriga, delegato Rsu Cgil - c'è un accordo che chiediamo venga rispettato. Noi vent'anni fa abbiamo lasciato le miniere con una promessa che non è stata rispettata. Oggi gli accordi si devono rispettare".

Nel mese di settembre, alcuni operai della Carbosulcis avevano occupato la miniera a 373 metri di profondità, per poi risalire e sospendere la protesta dopo le garanzie del governo.

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