Domenica, 11 Aprile 2021
Taranto

Scuole negate, mamme in piazza: la rabbia di Taranto contro i fumi dell'ex Ilva

Simulata in piazza una lezione che i bambini del quartiere che non possono frequentare nelle scuole chiuse da una settimana

Foto e video dal gruppo Facebook "giustizia per Taranto"

Mamme contro l'ex Ilva: manifestazione molto partecipata davanti alla sede del Comune di Taranto dove decine e decine di mamme soprattutto degli alunni delle scuole del quartiere Tamburi insieme a molti cittadini e ambientalisti protestano contro l'inquinamento ambientale dell'impianto siderurgico.

Sullo sfondo a sobillare i tarantini il sequestro delle due cosiddette collinette "ecologiche" costruite nel perimetro dell'ex Ilva, (ora Arcelor Mittal) per mitigare gli effetti della fabbrica sulle case e che si sono rivelate discariche di rifiuti pericolosi. La tensione poi è esplosa nei giorni scorsi dopo la pubblicazione dei dati dell'Arpa Puglia in relazione al possibile spolverio di metalli pesanti, dati che hanno indotto il sindaco Rinaldo Melucci alla sospensione temporanea delle attività didattiche di due scuole la 'Deledda' e la 'De Carolis che si trovano proprio a ridosso dell'area della fabbrica.

Scuole chiuse per inquinamento, a Taranto l'emergenza "dimenticata" 

protesta bambini taranto-2

"Melucci firma la chiusura". I manifestanti hanno anche cercato di entrare nel palazzo comunale come accaduto nei giorni scorsi ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine. In piazza è stata simulata anche una lezione con i bambini del quartiere che non possono frequentare nelle scuole chiuse da una settimana.

Taranto, Legambiente: "Preoccupa aumento diossina"

"Se le rilevazioni condotte nel quartiere Tamburi dalle centraline Arpa confermano l'assenza di superamenti dei parametri previsti dall'Unione europea - afferma Legambiente - i dati rilevati nello stabilimento a gennaio e febbraio scorsi mostrano tuttavia un incremento delle concentrazioni di benzene, ipa e acido solfidrico che non lascia tranquilli, soprattutto in virtù dell'aumento di produzione previsto".

"Ci preoccupa inoltre l'incremento della diossina rilevata nei deposimetri di Masseria Carmine. Chiediamo ad Arpa e Ispra di ridurre il più possibile i tempi necessari per gli accertamenti, verificando fonti e cause, tenuta e funzionamento degli impianti a fronte delle criticità emissive già rilevate da Arpa nei mesi scorsi, e di comunicarne tempestivamente gli esiti, mentre ad ArcelorMittal ripetiamo che la rigorosa applicazione delle prescrizioni"

Francesco Tarantini e Lunetta Franco, presidenti di Legambiente Puglia e Legambiente Taranto spiegano: "Siamo stanchi di assistere alle morti che si susseguono negli anni. Ad ArcelorMittal chiediamo di andare oltre gli obblighi sanciti dal Piano Ambientale"

"Chiediamo che si effettuino tutti gli interventi necessari per permettere a chi lavora nello stabilimento siderurgico di farlo in sicurezza", aggiungono. Chiediamo che si volti pagina rispetto agli eccessi di mortalità rilevati a Taranto dall'equipe dell'epidemiologo Francesco Forastiere, che mostrano relazioni con l'inquinamento di origine industriale. Chiediamo che si metta fine a una mattanza infinita".

Legambiente ha ribadito all'azienda la necessità di intervenire adeguatamente anche in assenza di obbligo della valutazione preventiva dell'impatto ambientale e sanitario.

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