Sabato, 5 Dicembre 2020
Napoli

Proteste a Napoli contro coprifuoco e ipotesi lockdown: scontri con le forze dell’ordine

Manifestazione contro le restrizioni, poi la guerriglia urbana. Slogan e striscioni contro il governatore De Luca e il governo

Guerriglia urbana a Napoli. Centinaia di persone si erano date appuntamento in serata a Napoli per protestare contro il coprifuoco e la possibilità di un lockdown in Campania, poi a tarda sera si sono verificati scontri nei pressi del palazzo della Regione in via Santa Lucia, con lancio di oggetti e petardi contro le forze dell’ordine, che hanno risposte con i lacrimogeni e azioni di alleggerimento. 

La folla si era radunata in largo San Giovanni Maggiore, davanti alla sede dell’Università Orientale, grazie al tam tam sui social andato avanti fin dal pomeriggio. I manifestanti hanno mostrato striscioni con scritto “tu ci chiudi, tu ci paghi”, contro il governatore De Luca e il governo, e “la salute è la prima cosa ma senza soldi non si cantano messe”. A protestare in strada molti giovani, con la mascherina sul volto. 

Scontri in strada con le forze dell'ordine

Alcuni manifestanti si sono poi diretti verso la sede della Regione Campania attraversando il centro storico di Napoli. Il corteo - vietato dall’ordinanza emessa dalla Regione Campania - ha trovato poi lo sbarramento di forze dell’ordine sul lungomare, all’altezza dell’incontro con via Santa Lucia, e sono iniziati gli scontri. Secondo le prime informazioni ci sarebbe anche un carabiniere ferito dopo essere stato accerchiato da sei o sette manifestanti

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La nota della Questura: "Questa sera abbiamo assistito a veri e propri comportamenti criminali verso le forze dell'ordine. Nessuna condizione di disagio, per quanto umanamente comprensibile, può in alcun modo giustificare la violenza".

Una troupe di SkyTg24 è stata aggredita e alcuni manifestanti hanno malmenato il giornalista Paolo Fratter e il suo operatore durante il collegamento in diretta con lo studio. 

La rabbia dei manifestanti: “La gente morirà di fame”

"Hanno chiuso tutto per questi contagi dove pochi si ammalano veramente. Noi come facciamo ad andare avanti? È una vergogna, siamo abbandonati. Moriremo di fami", denunciano i manifestanti intervistati da NapoliToday.

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