Mercoledì, 24 Febbraio 2021
Napoli

Le proteste di ristoratori e commercianti contro il coprifuoco: "Così moriamo di fame"

Dopo Milano è la volta di Napoli dove ieri albergatori, lavoratori dell'animazione e partite Iva hanno manifestato sotto la sede della Regione: "State facendo la dittatura con i nostri soldi"

ANSA / CESARE ABBATE

Da Milano a Napoli: il coprifuoco scatena l’ira di ristoratori e gestori di bar e discoteche. In centinaia si sono dati appuntamento intorno alle 23 davanti a Palazzo Santa Lucia, sede napoletana della Regione Campania. Commercianti, albergatori, lavoratori dell'animazione, partite iva hanno protestato contro la decisione di istituire, da oggi 23 ottobre, il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino. I manifestanti hanno lamentato la mancanza di aiuti pubblici: "La cassa integrazione non arriva, stiamo morendo di fame. State facendo la dittatura con i nostri soldi". 

I lavoratori si sono poi costituiti in corteo e hanno sfilato fino a via Partenope dove hanno bloccato la circolazione delle auto. La manifestazione è andata avanti fino a notte inoltrata: "E' una battaglia di tutti, stanno distruggendo l'economia della città". Le immagini sono prese dalla lunga diretta video, pubblicata su Facebook, del commerciante Pino Grifone. 

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La rivolta dei ristoratori di Milano

Giovedì a protestare erano stati i lavoratori della ristorazione di Milano che a poche ore dallo scoccare della prima notte di coprifuoco sono scesi in piazza contro il decreto che impone il divieto di circolazione tra le 23 e le 5 a causa dell'aumento di contagi da Coronavirus.

"Il Covid non è colpa nostra - hanno gridato sotto al palazzo della Regione i gestori di ristoranti, bar e discoteche - Sappiamo bene com'è finita con il lockdown: abbiamo visto solo le briciole e c'è chi ancora aspetta la cassa integrazione. Chiudere alle 23 è un'ulteriore mazzata per i nostri fatturati già dimezzati. Perché piuttosto non limitano gli ingressi sui mezzi pubblici?".

"Un lockdown provocherebbe rivolte armate"

Ranieri Guerra, rappresentante dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nel Comitato Tecnico Scientifico a supporto del governo Conte, dice oggi in un'intervista al Fatto che il coprifuoco è "un palliativo per non chiudere tutto. Servono anche per limitare l’utilizzo di alcol e altre sostanze che rilassano i freni inibitori esponendo a rischi i giovani". Ma secondo Guerra è necessario soprattutto evitare un nuovo lockdown "perché provocherebbe rivolte armate. Le persone sono state sfinite dai tre mesi di lockdown. Purtroppo poi in estate hanno abbassato troppo la guardia incoraggiate anche da colleghi che non capisco bene che lavoro facciano. Adesso bisogna, però, fare anche una valutazione sullo stato di salute mentale di tutti e dei nostri figli. Possiamo chiudere a casa i ragazzi davanti alla Playstation? È doveroso bilanciare equilibri di sostenibilità sociale ed economica, perché i rischi non sono dovuti solo alla trasmissione del coronavirus: come Oms abbiamo registrato un aumento di suicidi tra i giovani, per fortuna non in Italia, l’aumento del consumo di bevande alcoliche tra le mura domestiche".

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