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Sabato, 22 Giugno 2024
Bullismo / Napoli

Ragazzina disabile pestata dal branco: la violenza in un video

Ad attirarla in trappola sono state altre ragazzine. Sarebbe stata punita per un "like" a un ragazzo. Le immagini dell'aggressione sono state diffuse in chat. Il tutore: "Ha paura e non vuole andare a scuola"

Strattonata, tirata per i capelli, spinta per terra, presa a calci. Questo è quanto ha subito una ragazzina di 13 anni, disabile, picchiata in strada a Secondigliano (Napoli). Il branco si è avventato contro di lei pare per punirla di un "like" lasciato sui social a un ragazzo e poi ha filmato tutto. C'era chi la colpiva e chi filmava tutto e condivideva il video su WhatsApp. L'episodio è stato denunciato dal giornalista Pino Grazioli e rilanciato con un video dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. Adesso indagano i carabinieri.

Secondo una prima ricostruzione la ragazzina è contattata insistentemente da tre coetanee, che lei riteneva amiche, per incontrarsi. Si danno appuntamento sotto casa della vittima, ma si presentano in 5 e decidono di portare la vittima in un'altra zona. Qui si uniscono altre due ragazze e un ragazzo. La 13enne viene accusata di aver messo un "like" a un post di un ragazzo corteggiato da lei, poi scatta la violenza. Soltanto l’arrivo di una residente riesce a evitare il peggio. La donna prende con sé la 13enne e la riporta a casa.

Non finisce qui. La mamma della ragazza prova a parlare con una delle "amiche" della figlia, ma non basta. La tredicenne continua a essere minacciata e insultata. Scopre poi che il video di quanto accaduto gira su WhatsApp. 

La vittima "non vuole nemmeno più andare a scuola, ha paura. Anche io temo per la mia incolumità dopo le denunce. Quel video non riesco neanche a vederlo, mi fa malissimo. Potevano ucciderla", dice adesso il tutore ai giornalisti.

"Ci aspettiamo che tutti i protagonisti di questa inaudita violenza vengano presi e condannati in maniera esemplare, dato che la ragazza ha riconosciuto ed identificato tutti i suoi aggressori - commenta Borrelli - . Il fatto che quel like sia stato messo o no, e sembra addirittura di no, conta poco. La violenza oggi è scatenata dai i più futili motivi e viene usata per umiliare i più deboli. Per questo chiediamo che non ci siano più attenuanti e che le vittime e chi denuncia vengano tutelati".

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