Mercoledì, 22 Settembre 2021
Integrazione / Monza e della Brianza

"Aiutatemi, voglio tornare in Italia": la drammatica lettera di una ragazza alla sua ex scuola

La giovane sarebbe stata portata in Pakistan con l'inganno. I parenti volevano che sposasse un uomo scelto dalla famiglia

Foto d'archivio

"Vi prego, aiutatemi, il mio futuro è in Italia, mi hanno preso tutti i documenti e mi hanno lasciata qui. Mio padre mi ha impedito di terminare la quarta superiore, so che una delle professoresse chiedeva che fine avessi fatto, poi mi hanno portata via".

Queste il testo della lettera che una ragazza di 23 anni pakistana ha inviato alla sua ex scuola, in provincia di Monza, per chiedere aiuto. Lo riferiscono oggi diversi quotidiani spiegando che la giovane è stata portata in Pakistan con l’inganno dal padre. I parenti non volevano che studiasse, ma che sposasse un uomo scelto dalla famiglia. 

Secondo Il Giorno, la ragazza sarebbe stata riportata in Pakistan dai genitori nel 2017, dove l'hanno lasciata come punizione, per aver voluto studiare e non aver acconsentito le nozze con l'uomo che loro avevano scelto per lei.

"Mio padre mi ha impedito di terminare la quarta superiore, so che una delle professoresse chiedeva che fine avessi fatto, poi mi hanno portata via", avrebbe raccontato lei stessa nella missiva inviata alla scuola nel luglio scorso. Dopo aver ricevuto la missiva l'istituto ha denunciato l'accaduto ai carabinieri e alla Procura di Monza. Secondo quanto è emerso, la documentazione sul caso è stata trasmessa alla Prefettura di Monza e Brianza perché interessi il Ministero degli Esteri.

La storia di Farah

La vicenda ricorda quella di Farah, la ragazza veronese che era stata riportata in Pakistan dalla famiglia con l'inganno per costringela ad abortire.

La giovane era riuscita a scrivere alcuni messaggi su WhatsApp alle amiche rimaste in Italia, chiedendo aiuto e raccontando di essere stata costretta con l'inganno dalla famiglia a tornare in Pakistan, dove era stata legata, sedata e costretta ad abortire il figlio che aspettava dal fidanzato, un ragazzo di origini pakistane ma adottato da una famiglia veronese e cittadino italiano. 

La 19enne venne poi liberata grazie all'intervento della polizia pakistana e riportata in Italia. 

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