Domenica, 6 Dicembre 2020
Verona

Incinta, torna in Pakistan e scrive alle amiche: "Mi hanno costretto ad abortire"

Una studentessa ventenne di origini pakistane ha scritto alle amiche di essere stata costretta dai genitori a tornare nel paese d'origine per abortire il figlio avuto da un compagno di scuola veronese. Indaga la Digos

Una studentessa di vent'anni di origine pakistana e residente a Verona sarebbe stata portata dai parenti nel proprio paese d'origine e lì costretta ad abortire il figlio che aveva concepito con il fidanzato italiano. 

Come racconta il quotidiano veronese L'Arena, Farah avrebbe inviato via WhatsApp alle amiche italiane richieste d'aiuto, raccontando di essere stata stata legata a un letto, sedata e infine costretta a subire un aborto. 

Le amiche hanno quindi avvertito la scuola, che ha segnalato il caso alla Digos. Gli investigatori hanno attivato il consolato pakistano in Italia. 

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L'ufficio scolastico provinciale aveva deciso nei mesi scorsi di anticipare per Farah i tempi dell'esame di maturità, per permetterle di portare a termine la gravidanza: la ragazza e il fidanzato infatti avevano deciso di tenere il bambino, scrive RaiNews. A gennaio, però, Farah era tornata in Pakistan con la famiglia per una visita periodica ai parenti, da cui non ha più fatto ritorno. 

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