Venerdì, 30 Luglio 2021
Il caso di Sara e Hanan

Ragazze travolte e uccise in un campo: i telefoni trovati sono intestati a prestanome

Le indagini dei carabinieri sono sempre più in salita. Le famiglie delle vittime: "Vogliamo la verità"

Sono intestati a dei prestanome i telefoni trovati nel campo di granoturco di San Giuliano Milanese in cui sono state trovate cadavere Hanan Nekhla e Sara El Jaafari, cittadine marocchine di 31 e 28 anni. Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Lodi Domenico Chiaro. Sono sempre più in salita, quindi, le indagini per fare chiarezza sulla morte delle due ragazze: per risalire ai reali proprietari, infatti, gli investigatori dovranno analizzare i contenuti dei telefoni.

Come riferisce MilanoToday, l'autopsia sui corpi delle vittime, prevista domenica, è stata rinviata di 24 ore perché mancavano avvisi e notifiche a tutte le parti che avrebbero potuto partecipare all'accertamento irripetibile. Inoltre la procura di Lodi ha chiesto di effettuare anche un esame tossicologico per capire se le due amiche avessero assunto sostanze stupefacenti ma anche per accertare se le due ragazze abbiano inalato l'insetticida che stava spargendo il mezzo agricolo.

La domanda che ronza in testa agli investigatori è sempre e solo una: le due giovani potevano essere salvate? Erano davvero sole? Intorno a loro, in quel campo di mais a due passi dall'ex bosco della droga di Rogoredo, avevano coperte e bottiglie di birra vuote, oltre a della carta stagnola probabilmente usata per assumere droga.

Secondo quanto raccontato da una cugina delle ragazze, le due - che spesso si allontanavano da casa per ore - sarebbero uscite con due amici le notte tra giovedì e venerdì. L'ipotesi più probabile, quindi, è che quei due amici siano scappati quando forse potevano aiutarle. Stando a quanto finora ricostruito, alle due della notte tra giovedì e venerdì Hanan mentre era in casa con la sorella avrebbe ricevuto una telefonata di Sara che le avrebbe detto di essere in compagnia di due marocchini che aveva conosciuto da poco e con cui sarebbe passata a prenderla. Poi il buio della notte ha coperto il mistero sulle ultime ore delle due amiche.

L'ultima telefonata, con la richiesta di aiuto al 118, è arrivata alle 11:30 di venerdì. Una delle vittime aveva chiamato il 112 e aveva spiegato alla centrale operativa di essere stata investita da un mezzo agricolo e che lei era ferita mentre la sua amica era morta. Le ricerche, con uomini a piedi, droni e l'elicottero, erano subito partite ma sono state piuttosto complesse, tanto che le due giovani sono state ritrovate soltanto sabato intorno alle 19:50, entrambe già morte.

Ora la famiglia chiede che i due ragazzi che presumibilmente hanno assistito alla scena spieghino come sono andate le cose. Ad oggi quello che è noto è l'identità dell'uomo, un 28enne italiano, che era alla guida del mezzo agricolo che la mattina di venerdì stava spargendo diserbante nel campo di mais dove le due sono state trovate morte e che adesso è indagato.

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