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Martedì, 16 Aprile 2024
Tentato omicidio / Torino

Gli lanciano addosso una bici, studente in terapia intensiva: fermati 5 giovani

Si tratta di due giovani di 18 anni e tre minori tra i 15 e i 17 anni. Sono accusati di tentato omicidio

Cinque giovani, due di 18 anni e tre minori tra i 15 e i 17 anni, sono stati fermati dai carabinieri di Torino perché ritenuti responsabili del lancio di una bicicletta fatta cadere oltre la balaustra di piazza Vittorio Veneto, sulla passeggiata dei Murazzi, nel capoluogo piemontese. I cinque, quattro dei quali con precedenti di polizia, sono accusati di tentato omicidio. La bici elettrica, infatti, colpì Mauro Glorioso, un ragazzo palermitano, che è rimasto in prognosi riservata fino al 3 febbraio scorso ed è ancora ricoverato in terapia intensiva presso il Cto di Torino.  

Le indagini dei carabinieri sono iniziate la notte del 21 gennaio quando Mauro Glorioso, studente di 23 anni, era stato colpito alla testa da una bicicletta elettrica di bike sharing, lanciata dalla balconata del Lungo Po Cadorna-Murazzi, mentre era in coda davanti alla discoteca The Beach con una decina di amici. Una task force composta da carabinieri del nucleo investigativo e della compagnia San Carlo ha passato al setaccio centinaia di ore di filmati di oltre 120 telecamere, che sono stati il punto di partenza per ricostruire i volti e gli spostamenti del gruppo che alcuni testimoni avevano notato in piazza Vittorio quella sera. Il gruppetto è scappato in bus.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i giovani, giunti al Lungo Po Cadorna, dopo essersi affacciati dalla balconata, avrebbero preso la bici lanciandola di sotto senza un apparente motivo. Si sarebbero poi dileguati dal centro cittadino utilizzando un mezzo pubblico, con il quale avrebbero raggiunto il quartiere di provenienza.

Il sindaco di Torino Stefano Lo Russo ha pubblicato questo messaggio sui social: "Saranno giustamente gli accertamenti giudiziari a definire i profili di responsabilità dei fermati, ma voglio davvero esprimere la mia gratitudine agli investigatori dell'Arma e al loro comandante provinciale, generale Claudio Lunardo, per il grande impegno e a tutti i ragazzi e le ragazze che in questi giorni hanno collaborato alle indagini aiutandoli con le loro testimonianze. E un pensiero di incoraggiamento lo voglio rivolgere al ragazzo che si trova ancora al Cto e alla sua famiglia, cui va tutta la nostra amicizia e vicinanza".
 

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