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Martedì, 18 Gennaio 2022

Rete gas pericolosa: "Dopo Ravanusa uno stato d'emergenza per frane"

L'intervista al prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa

"Il 76% delle tratte di rete indagate deve essere sottoposto con urgenza a un intervento di risanamento": così gli amministratori giudiziari nominati dal tribunale di Palermo nel procedimento di prevenzione che interessò Italgas scrivevano nel 2014 dopo aver controllato, attraverso un pool di tecnici, la rete del metano gestita dalla società. I controlli avevano riguardato mezza Italia e anche gli impianti dell'agrigentino. Da accertamenti a campione erano emerse gravi situazioni di rischio ad esempio ad Agrigento città. La relazione degli amministratori sarà acquista dagli investigatori che indagano sulla fuga di gas di Ravanusa.

"Questo comune è una terra di frane. Lo è tutta la provincia di Agrigento" spiega il Prefetto Maria Rita Cocciufa arrivata a Ravanusa sul luogo dell'esplosione. "Un territorio fragile colpito da piogge torrenziali ripetute e che sono seguite a una estate torrida. Credo che occorrerà un apposito intervento normativo per quanto è successo, perché non rientra nelle normali circostanze che conducono allo stato d'emergenza o alla stato di calamita". Per il Prefetto è necessario "pensare a una sorta di stato d'emergenza per frane".

Intanto è stata localizzata l'area dove probabilmente, spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Agrigento Merendino, si trovano gli ultimi due dispersi della tragedia di Ravanusa: un uomo di 70 anni e il figlio di 30, sepolti sotto le macerie della palazzina crollata. 

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