Domenica, 11 Aprile 2021
MILANO

Rave sgomberato, ragazza in coma ma "poteva scapparci il morto"

Sabato a Cusago (Milano) le forze dell'ordine sono intervenute per sgomberare un party illegale. Lacrimogeni lanciati nel buio per fronteggiare una fitta sassaiola. Nel parapiglia, una ragazza è caduta sbattendo la testa. Il Siap: "Agenti mandati allo sbaraglio, poteva essere un massacro"

E' diventato un vero e proprio caso lo sgombero del rave party di Cusago, nel Milanese, di sabato notte. Il tragico bilancio, una ragazza in coma, 50 giovani e 20 agenti feriti, ha dato luogo a diverse polemiche provenienti sia da parte dei partecipanti al rave che dei rappresentanti delle forze dell'ordine.

I FATTI. Erano almeno 1500 le persone che stavano ballando in un'area dismessa di Cusago dopo essere stati allontanati da Trezzo d'Adda e Limbiante, nel Bergamasco. La musica, assordante, suonata da diversi dj francesi.

E proprio a Cusago è scoppiato l'inferno culminato con una ragazza di 22 anni, di Cuneo, in gravi condizioni: la giovane è caduta durante lo sgombero delle forze dell'ordine. Ha sbattuto la testa procurandosi una vasta emorragia celebrale. Operata, è ora in coma farmacologico.

E' stato il questore di Milano, Luigi Savina, a ricostruire quanto accaduto. Lo ha fatto nel corso di una conferenza stampa, domenica sera.

Prima ha espresso "dispiacere" per quanto accaduto alla ragazza, quindi ha elogiato i suoi uomini che "hanno fatto per intero il loro lavoro". Ma nonostante le parole del questore, non mancano le polemiche sulla decisione di intervenire a rave in corso.

LA RICOSTRUZIONE. A Cusago, prima si è cercata una mediazione con gli organizzatori, giunti con potenti amplificatori montati a bordo di camion e dotati di generatori elettrici. Poi la musica è stata fatta cessare e un contingente di poliziotti è entrato per sgomberare la struttura.

E' qui che sono cominciati lanci di bottiglie, calcinacci, sedie. Praticamente, qualcunque cosa che i giovani si sono trovati per le mani. Dopo "un fitto lancio di lacrimogeni", come raccontano i presenti ed ha confermato il questore, i ravers sono usciti dallo stabile.

E' stato in quale momento che ci sono stati i tafferugli più gravi: il lancio di oggetti si è fatto ancora più fitto e gli agenti, totalmente al buio, hanno lanciato dei lacrimogeni.

Proprio nel corso del fuggi fuggi la giovane è rimasta ferita: nel buio, è caduta ed ha battuto la testa. Con un'amica ha poi raggiunto un'ambulanza che è intervenuta sul posto. Ha raccontato  di aver bevuto parecchio alcool ma di non aver assunto droga (circostanza risultata poi vera). Ha cominciato a sentire forti dolori al capo e ad avere crisi di vomito ed è stata portata all'ospedale San Carlo.

Qui è stata operata e ora si trova in coma farmacologico, anche se reagisce alle sollecitazioni.

POLEMICHE. E' proprio sulla dinamica dell'intervento che sono scoppiate le polemiche. I giovani hanno denunciato, tramite i social network, la "condotta violenta e pericolosa delle forze dell'ordine" che "al buio, hanno scatenato il panico: poteva finire in tragedia".

Sul fronte opposto, ma sempre denunciando la pericolosità dell'intervento, anche il segretario milanese del Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia), Enzo Delle Cave, per il quale "è un miracolo che non ci sia scappato il morto".

Per questo la segreteria del Siap ha inoltrato al Viminale una segnalazione di "grave sovraesposizione al rischio per incolumità personale".

"Nell'intervento - dice Delle Cave - i colleghi sono stati inviati allo sbaraglio e sono stati massacrati. Far entrare poche decine di agenti in un capannone con 1.500 giovani assordati dalla musica a palla, ubriachi e in stato di alterazione, è stata una decisione assurda, da incompetenti. E meno di un mese fa avevamo segnalato alla Questura di Milano la pericolosità di un simile tipo di interventi dopo l'invio di personale per un rave party in un capannone a Rho (Milano)".

 
Nella relazione sindacale di uno dei reparti intervenuti, il II Reparto mobile di Torino, in servizio di ordine pubblico per la partita Milan-Genoa e poi dirottato a Cusago, emerge infatti che appena i poliziotti sono entrati nella struttura, isolata e in mezzo al buio, sono stati bersagliati da bottiglie, sedie, pezzi di ferro, ogni genere di oggetto dalla folla.

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