Venerdì, 5 Marzo 2021
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Dramma a Rebibbia, sospesi i vertici: "morte cerebrale" per l'altro bimbo

Il provvedimento è stato preso nei confronti della direttrice, della vicedirettrice e del vicecomandante del reparto di polizia penitenziaria

Una veduta esterna dell'area femminile del carcere di Rebibbia, dove una detenuta ha tentato di uccidere i suoi due figli, Roma, 18 settembre 2018. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il ministero della Giustizia Alfonso Bonafede ha deciso di sospendere i vertici della sezione femminile del carcere romano di Rebibbia dopo che una detenuta ha gettato i due figli piccoli nella trombe delle scale

La decisione riguarda Ida Del Grosso, direttore della casa circondariale femminile di Roma-Rebibbia, la sua vice, Gabriella Pedote, e il vicecomandante del reparto di Polizia penitenziaria, Antonella Proeitti. I provvedimenti sono stati adottati dal capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini. Da ieri, inoltre, è in corso un accertamento ispettivo da parte del Dap. Nel primo pomeriggio di ieri, appena appresa la notizia, Bonafede, accompagnato da Basentini, si era recato presso l'istituto penitenziario romano per incontrare i vertici.

Il dramma nel nido di Rebibbia

La detenuta, Alice Sebesta, georgiana 33enne nata in Germania, ha ucciso la figlia di 6 mesi e causato gravi ferite al primogenito di un anno e 7 mesi. Per il bambino, ricoverato nell'ospedale pediatrico Bambino Gesù, è in programma l'avvio della procedura di accertamento di morte cerebrale. Le sue condizioni sono gravissime. "Le ultime indagini necessarie per la valutazione del quadro clinico hanno confermato la condizione di coma areflessico con elettroencefalogramma isoelettrico", fanno sapere dall'ospedale. 

La mamma era stata arrestata in flagranza di reato lo scorso 26 agosto a Roma per concorso in detenzione di sostanze stupefacenti. Portata a Rebibbia, era stata inserita nel cosiddetto "nido" insieme ai due figli, entrambi nati in Germania. Secondo una prima ricostruzione, intorno all'ora di pranzo di ieri Alice Sebesta ha sbattuto il più grande contro un muro e poi ha spinto sia lui sia la sorellina giù dalle scale, per due piani. Sebesta è stata associata in stato di arresto al reparto psichiatrico protetto del Pertini Lorenzo Nicolini su RomaToday. Sui suoi, presunti, segni di squilibrio nei giorni passati dietro le sbarre farà chiarezza la relazione delle poliziotte di polizia penitenziaria di Rebibbia.

Bimbi in carcere

E' la storia anche di un paradosso di una legge, la numero 62 del 2011 che consente alle donne, con figli, condannate di poter scontare la propria pena in strutture differenti rispetto al carcere. Chi è in attesa di sentenza definitiva, come Alice appunto, resta in carcere con i figli di età inferiore ai 4 anni. Attualmente sono 52 le detenute madri con bimbi al seguito nelle carceri italiani, 27 sono straniere e 26 sono italiane: 62 sono i bambini in carcere di cui 16 nel Lazio.

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